Il consiglio comunale di Anagni, riunitosi ieri, 9 febbraio 2026, si è consumato ancora una volta tra accuse reciproche, schermaglie politiche e un confronto che, secondo le forze di opposizione, avrebbe prodotto poche risposte concrete per i cittadini. Un copione già visto, che ha lasciato sullo sfondo i temi più sentiti dalla comunità, a partire dalla questione del biodigestore previsto in località Selciatella.
A sottolinearlo, in un comunicato congiunto, sono Partito Democratico Anagni, Possibile, Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana, che tracciano un bilancio critico dell’assise, definita più utile ai consiglieri comunali che non alla città.
Presenze in aula e consiglio in streaming: le due novità della seduta
Due gli elementi evidenziati in apertura dalle opposizioni. Da un lato, la presenza in aula della consigliera di maggioranza Giulia Beccidelli, dall’altro l’attivazione di una nuova modalità di trasmissione in streaming del consiglio comunale, voluta dal Comune di Anagni e diffusa attraverso YouTube.
Uno strumento che, secondo i firmatari del comunicato, consente finalmente ai cittadini di assistere in modo più diretto e trasparente al confronto politico, compresi toni e contenuti del dibattito tra maggioranza e opposizione.
Il nodo biodigestore e il ritiro del ricorso al TAR
Il passaggio politicamente più rilevante della seduta riguarda però il ritiro del ricorso al TAR presentato dal Comune di Anagni contro la realizzazione del biodigestore di Selciatella. Una decisione annunciata in aula dal sindaco Daniele Natalia, che ha motivato la scelta facendo riferimento alla SAF e al nuovo ciclo dei rifiuti da essa definito.
Spiegazioni che, per le opposizioni, non sarebbero state sufficienti. Nel comunicato si sottolinea come il continuo richiamo alla SAF, ente guidato dal centrodestra, venga utilizzato dall’Amministrazione come elemento su cui far ricadere ogni responsabilità: dall’aumento della TARI, fino alla realizzazione dell’impianto, passando per la mancanza di un’isola ecologica e l’introduzione dei sacchetti trasparenti per l’indifferenziata.
Dai 21.000 “no” alla scelta solitaria del sindaco
Uno dei passaggi più duri del documento riguarda il riferimento ai “21.000 NO al biodigestore”, numero legato a una petizione e a una mobilitazione cittadina contro l’impianto. Secondo le forze di opposizione, quella cifra oggi si ridurrebbe simbolicamente a 20.984, perché la decisione di ritirare il ricorso sarebbe stata assunta dal sindaco in solitudine, senza un confronto pubblico e senza prese di posizione esplicite da parte dei consiglieri di maggioranza, definiti di fatto consenzienti.
Una scelta che, sempre secondo il comunicato, rappresenterebbe l’ennesimo sacrificio richiesto ai cittadini, a fronte di benefici che continuano a non essere percepiti.
Otto anni di centrodestra e una città in attesa
Nel finale, l’opposizione allarga lo sguardo all’azione complessiva dell’Amministrazione di centrodestra, al governo della città da oltre otto anni. Un periodo che, a giudizio dei firmatari, non avrebbe ancora prodotto quel rinnovamento e quel dinamismo spesso evocati nel dibattito politico.
Nessun interesse, si legge, per le scaramucce tra maggioranza e opposizione o per gli attacchi personali, ma una richiesta chiara di risposte concrete sui problemi della città. Risposte che, almeno per ora, continuano a mancare.
La nota integrale: “tra Consigli e consiglieri, ci rimettono ancora i cittadini”
Ancora un consiglio comunale caratterizzato da sterili accuse reciproche, tra maggioranza e opposizione. Molto funzionali ai consiglieri comunali sempre più autoreferenziali. Poco utili ai cittadini di Anagni.
Due gli elementi da sottolinearein apertura: la presenza della consigliera di maggioranza Giulia Beccidelli e una nuova — e senza dubbio migliorata — modalità di visione in streaming, che permette di vedere in modo più trasparente il battibecco tra i nostri amministratori.
Abbiamo appreso del ritiro da parte del Comune del ricorso al TAR contro il Biodigestore da realizzarsi in Località Selciatella, una battaglia che ci ha visti in prima linea e che continuiamo a sostenere con convinzione. Le spiegazioni di tale ritiro fornite dal sindaco Daniele Natalia non sono apparse esaustive: i riferimenti alla SAF e al nuovo ciclo dei rifiuti da essa stabilito non possono, da soli, essere considerati una motivazione sufficiente.
Non ci spieghiamo come l’Amministrazione continui a scaricare le responsabilità di vario genere sulla SAF che poi èguidata dal centrodestra: è colpa della SAF se vi è stato l’aumento della TARI, è colpa della SAF se dobbiamo sopportare il Biodigestore. Non sarà per caso colpa della SAF anche il fatto che non abbiamo un’isola ecologica e che, ora, dobbiamo comprare i sacchetti trasparenti per l’indifferenziata? Chissà.
Una cosa sola è chiara. I “21.000 NO al Biodigestore” si sono trasformati in 20.984, perché il Sindaco, da solo, si è assunto la responsabilità della scelta di ritirare il ricorso. Con lui i Consiglieri di maggioranza che, sul punto, non risultano pervenuti. Dunque da considerarsi consenzienti.
Insomma, come al solito, la città di Anagni si caratterizza solo per i sacrifici dei suoi cittadini. Ma i benefici per noi anagnini quando arriveranno? Questa forse è l’unica domanda che ci sentiamo di fare all’Amministrazione di centrodestra che governa da oltre 8 anni.
Infatti, riteniamo che la città sia ancora lontana dall’immagine di rinnovamento e dinamismo spesso evocata. Non siamo interessati alle scaramucce tra maggioranza e opposizione, né agli attacchi personali. Saremmo interessati alle risposte concrete ai cittadini. Che però non si vedono.
PD Anagni
Possibile
M5Stelle
Sinistra Italiana




