C’è chi lo ha ricevuto nel gruppo famiglia, chi nel gruppo lavoro, chi nella chat con l’amico di sempre. Il messaggio è semplice, quasi tenero: “Ciao! Se non è un problema potresti votare per mia nipote? Manca davvero poco…”.
È l’incipit di una delle più recenti e insidiose truffe online su WhatsApp, un raggiro che sfrutta la fiducia tra contatti e che, negli ultimi mesi, si sta diffondendo con preoccupante rapidità.
Come funziona la truffa del “Ghost Pairing”
Il meccanismo è tanto elementare quanto efficace. Il messaggio arriva da un contatto reale: un amico, un parente, un collega. Nessun numero sconosciuto, nessun prefisso sospetto. Solo un invito a sostenere una presunta bambina o giovane ballerina in un concorso online.
Cliccando sul link allegato, si viene indirizzati a una pagina web dall’aspetto professionale, con immagini rassicuranti e riferimenti a iniziative culturali o competizioni artistiche. Dopo aver selezionato il pulsante “Vota”, compare una finestra che invita ad autenticarsi tramite WhatsApp, con la motivazione di evitare voti falsi.
È qui che scatta la trappola. Inserendo il proprio numero di telefono e il codice di verifica, l’utente consente inconsapevolmente ai criminali di attivare una sessione di WhatsApp Web su un dispositivo sotto il loro controllo.
Il sistema è noto come Ghost Pairing: un “abbinamento fantasma” che permette ai truffatori di impossessarsi dell’account senza che la vittima se ne accorga immediatamente.
Account compromesso e catena di contagio digitale
Una volta ottenuto l’accesso, i criminali possono leggere conversazioni private, accedere a dati sensibili e soprattutto impersonare la vittima.
Spesso, nel giro di pochi minuti, partono richieste di denaro verso amici e familiari, giustificate con presunte emergenze: incidenti, conti bloccati, necessità improvvise. Nel frattempo, lo stesso messaggio-trappola viene inoltrato ad altri contatti, alimentando una vera e propria catena di contagio digitale.
In un’epoca in cui quasi tutti fanno parte di almeno un gruppo WhatsApp – casa, famiglia, scuola, sport, lavoro – il potenziale di diffusione è enorme. La fiducia diventa il punto debole su cui i truffatori fanno leva.
L’impegno dei Carabinieri contro gli inganni digitali
Sul fenomeno sono impegnati i Carabinieri della Cyber Investigation del Comando Provinciale di Napoli, che stanno monitorando con attenzione l’evoluzione di queste tecniche di attacco e raccogliendo numerose segnalazioni.
L’attività si concentra sull’analisi delle modalità operative dei criminali informatici e sull’individuazione di schemi ricorrenti, con l’obiettivo di contrastare truffe sempre più sofisticate che penetrano nella quotidianità delle persone attraverso strumenti di uso comune.
La lotta al cybercrime passa non solo dalle indagini, ma anche dall’informazione e dalla prevenzione.
Come difendersi dal Ghost Pairing
La prima regola è diffidare. Anche se il messaggio arriva da un contatto conosciuto, è sempre opportuno verificare con una telefonata diretta prima di cliccare su qualsiasi link.
È fondamentale non inserire mai codici di verifica ricevuti via SMS o visualizzati a schermo su siti esterni e non comunicare tali codici a terzi.
Occorre controllare periodicamente la sezione “Dispositivi collegati” nelle impostazioni di WhatsApp, eliminando eventuali accessi sospetti, e attivare la verifica in due passaggi per rafforzare la sicurezza dell’account.
In caso di dubbio o compromissione, è consigliabile avvisare immediatamente i propri contatti e rivolgersi alle Forze dell’Ordine.
La sicurezza digitale non è più un tema per specialisti: riguarda la vita quotidiana di milioni di persone. Riconoscere i segnali di una truffa è oggi il primo passo per proteggere sé stessi, i propri dati e la rete di relazioni che passa, ogni giorno, dallo schermo di uno smartphone.




