Anagni – L’annuncio della multinazionale danese Novo Nordisk di rivedere i piani globali congelando circa la metà dell’investimento di oltre due miliardi di euro inizialmente previsto per lo stabilimento di Anagni, ha portato con sé un carico di speranze ma anche di pesanti interrogativi. Se da una parte il colosso farmaceutico ha messo sul piatto un investimento di proporzioni storiche per il sito di Anagni, un progetto che potrebbe ridisegnare il futuro economico dell’intera provincia di Frosinone, dall’altra, nonostante le cifre da capogiro, il motore sembra essersi momentaneamente inceppato a causa di scelte strategiche globali della multinazionale danese, e il sindacato ha deciso di alzare la voce.
La CISL Frosinone e la FEMCA CISL Frosinone sono intervenute duramente nelle ultime ore, chiedendo chiarezza su quello che viene definito il blocco dell’espansione dello stabilimento anagnino. I Segretari Generali, Antonella Valeriani e Davide Favoriti, pur riconoscendo la portata straordinaria dell’operazione, hanno espresso una forte preoccupazione legata alla mancanza di dati certi. Al centro della contesa non c’è solo la solidità industriale di un sito che già oggi dà lavoro a diverse centinaia di addetti, ma il destino delle nuove assunzioni: ad oggi, infatti, non è stato ancora chiarito quanti nuovi posti di lavoro genererà concretamente questo maxi investimento.
La questione occupazionale rappresenta il vero nervo scoperto. In un territorio che ha già pagato prezzi altissimi in termini di deindustrializzazione, l’incertezza è un lusso che i lavoratori e le loro famiglie non possono permettersi. Antonella Valeriani e Davide Favoriti hanno sottolineato come la trasparenza debba essere il pilastro di ogni grande manovra produttiva. Senza una proiezione chiara dei volumi occupazionali, diretti e indiretti, l’investimento rischia di restare un’entità astratta, priva di quel radicamento sociale necessario a rassicurare la comunità locale.
Il piano di espansione prevede interventi su terreni già di proprietà dell’azienda, ma resta aperta l’ipotesi di futuri acquisti di nuove aree per potenziare ulteriormente la capacità produttiva. Proprio per superare l’attuale fase di stallo, la CISL e la FEMCA CISL hanno già inviato una richiesta formale per un incontro urgente con i vertici della Novo Nordisk e con le istituzioni competenti, tra cui il Comune di Anagni e la Regione Lazio. L’obiettivo è quello di instaurare un modello di relazioni industriali partecipativo, dove le parti sociali non siano semplici spettatrici, ma attori protagonisti dei processi decisionali che incidono sul territorio.
Un tavolo di confronto rapido è considerato essenziale per sciogliere i nodi legati alle strategie della casa madre e per valorizzare un progetto che può diventare il principale volano di crescita per la provincia di Frosinone. La guardia resta altissima: il sindacato ha confermato che continuerà a monitorare ogni evoluzione della vicenda, ponendo come priorità assoluta la salvaguardia dei livelli occupazionali esistenti e la creazione di nuove opportunità concrete. Per la città di Anagni e per il territorio tutto, la partita della Novo Nordisk non è solo una questione di fatturato, ma una sfida per il futuro delle prossime generazioni.




