La Regione Lazio mette sul piatto 16 milioni di euro per garantire agevolazioni tariffarie a chi utilizza il trasporto pubblico locale. Un intervento che si inserisce nella fase di transizione verso il nuovo modello organizzativo delle Unità di Rete, già operativo in alcune zone del territorio regionale, compresa la Valle del Sacco che abbraccia anche il territorio di Anagni e della provincia di Frosinone.
La Giunta regionale, su proposta dell’assessore ai Trasporti e alla Mobilità Fabrizio Ghera, ha approvato ieri la delibera che destina le risorse per l’annualità 2026 alle aziende che gestiscono i servizi di trasporto pubblico nel Lazio. L’obiettivo dichiarato è duplice: garantire continuità alle agevolazioni già esistenti e adeguarle al nuovo sistema tariffario Metrebus Plus, pensato per integrarsi con le Unità di Rete che stanno ridisegnando la mappa della mobilità regionale.

Il provvedimento arriva in un momento cruciale per i pendolari, le famiglie e gli studenti che quotidianamente si muovono tra i comuni della regione. Dal 7 gennaio scorso sono infatti operative le prime due Unità di Rete: la UdR 3 Valle del Sacco e la UdR 5 Valle dell’Aniene. La Valle del Sacco, che comprende comuni come Anagni, Fiuggi, Colleferro, Palestrina e Paliano, rappresenta uno dei territori pilota di questa rivoluzione del trasporto pubblico locale.
L’assessore Ghera ha spiegato che “l’integrazione delle agevolazioni è necessaria per garantire un sistema tariffario che tenga conto del nuovo modello di Unità di Rete, favorendo sempre le fasce sociali più deboli”. Un principio che si traduce in pratica attraverso l’applicazione di criteri di reddito ISEE già definiti dalla delibera regionale numero 311 del 2017, ora estesi anche agli abbonamenti annuali del sistema Metrebus Plus.
Il Metrebus Plus rappresenta l’evoluzione del tradizionale sistema Metrebus che da decenni permette di viaggiare in modo integrato su mezzi Cotral, Atac e treni regionali Trenitalia. La novità principale riguarda proprio l’integrazione con le Unità di Rete, ambiti territoriali omogenei che sostituiscono la frammentata gestione comunale del trasporto pubblico con un sistema più razionale e coordinato.
Per chi vive ad Anagni e nei comuni limitrofi della provincia di Frosinone, questo significa poter contare su collegamenti più efficienti e su un sistema tariffario che premia chi ha maggiori difficoltà economiche. Gli abbonamenti agevolati, infatti, vengono calibrati in base alle fasce di reddito, garantendo così un accesso equo alla mobilità pubblica.
Il cronoprogramma di attivazione delle Unità di Rete prevede che entro settembre 2026 tutte e 11 le aree operative siano a regime. Dopo la Valle del Sacco e la Valle dell’Aniene, toccherà ad aprile alle UdR del Tirreno Nord, delle Valli del Tevere e del Litorale Sud. A giugno seguiranno Tuscia, Reatino e Sud Pontino, mentre settembre vedrà l’attivazione finale dei Castelli Romani, della Terra di Lavoro e, non ultima, della zona denominata proprio Ciociaria nell’UdR 9.
Le risorse stanziate dalla Regione Lazio serviranno proprio a coprire la differenza tra le tariffe piene e quelle agevolate, permettendo alle aziende di trasporto di mantenere l’equilibrio economico senza penalizzare gli utenti più fragili. Un meccanismo rodato che ora viene adattato alla nuova realtà delle Unità di Rete, dove il servizio viene organizzato su base intercomunale anziché comunale, consentendo collegamenti più razionali tra i centri abitati.
La novità più significativa per chi utilizza quotidianamente i mezzi pubblici riguarda la possibilità di muoversi con maggiore libertà all’interno della propria Unità di Rete con un unico abbonamento, che può essere integrato con il sistema Metrebus tradizionale per gli spostamenti verso Roma o altre destinazioni regionali. Una flessibilità che si spera possa incentivare l’uso del trasporto pubblico rispetto all’auto privata, soprattutto nei territori meno serviti.
L’attenzione alle fasce deboli rimane comunque al centro della strategia regionale. Gli studenti, gli anziani, le famiglie con redditi bassi potranno continuare a beneficiare di sconti significativi sugli abbonamenti, con riduzioni che possono arrivare fino all’80% rispetto alle tariffe ordinarie, a seconda della situazione economica certificata dall’ISEE.




