di Giorgio Stirpe

Da Ghedjemis a Kvernadze e ritorno. Il Frosinone, sull’entusiasmo delle sue ali, ha superato a pieni voti anche l’ostacolo dello Spezia. Una vittoria importante, la seconda consecutiva in trasferta, per rispondere ai successi delle avversarie Venezia, Monza e Palermo, in lizza per una lotta alla promozione diretta in Serie A che, ormai, è chiusa alle squadre che occupano le prime quattro posizioni della graduatoria.
Nonostante il turno infrasettimanale e le due gare ravvicinate, Alvini ha schierato dieci degli undici in campo dall’inizio ad Avellino. Centrocampo titolare, quello composto da Calò e Cichella al centro, con Koutsoupias qualche metro più avanti in posizione di trequartista.
In difesa, davanti a Palmisani, confermato Cittadini (ancora out Monterisi) al fianco di Calvani, con A. Oyono e Bracaglia sulle corsie esterne. Unico cambio nel settore avanzato dove Raimondo si è ripreso il posto di titolare (facendo scivolare di nuovo Zilli in panchina), sostenuto da Ghedjemis e Kvernadze.
Come ampiamente prevedibile lo Spezia, sin dal fischio d’inizio, ha messo in campo la fisicità e l’agonismo di chi, in posizione di classifica molto delicata, affronta una delle migliori del campionato. Il Frosinone ha provato a sviluppare il proprio gioco tra spazi sempre molto ristretti e duelli corpo a corpo, in una gara che Donadoni aveva preparato proprio così, puntando sull’intensità per colmare la differenza tecnica con l’avversario.
Non è bastato però a fermare le frecce giallazzurre che, alla prima défaillance della difesa spezzina, hanno colpito. Al 37′ Kvernadze è spuntato sul secondo palo gettandosi come un falco sulla preda: il pallone messo in mezzo all’area da Ghedjemis è stato scaraventato in rete dal georgiano, portando in vantaggio i giallazzurri.

La replica dello Spezia, nella ripresa, non c’è praticamente stata; e questo non a causa delle lacune tecniche della compagine allenata da Donadoni, ma per merito dei canarini che hanno dapprima controllato la sfuriata iniziale dei liguri, entrati un paio di volte in area con il centravanti di riferimento Skjellerup, e poi hanno colpito sull’asse Kvernadze–Ghedjemis con la specialità della casa: il contropiede.
La rete del raddoppio ha avuto un effetto devastante per i padroni di casa, ai quali è mancata la forza per tentare di reagire, continuando a sbattere su un Frosinone energico e rinvigorito dagli ingressi di J. Gelli, Zilli e del ritrovato Kone, tornato dopo ben quattro turni di squalifica.

Il cammino è tracciato ma è ancora lungo. Venerdì sera, allo Stirpe, arriva l’Empoli per l’anticipo della giornata numero ventisei di campionato.
LE PAROLE DEL TECNICO DEL FROSINONE MASSIMILIANO ALVINI
“Nei 90 minuti è stata una vittoria meritata, la squadra ha fatto una buona partita in un contesto difficile perché venire qui a vincere dopo aver giocato mercoledì ad Avellino e confermare quanto fatto fino ad oggi non era semplice. Grande merito va dato ai ragazzi. Vincere qui oggi è un segnale per noi stessi importantissimo”.




