Un week-end dedicato alla fotografia più autentica, quella che si prende il tempo di guardare, di aspettare, di sbagliare. Lo scorso sabato 14 febbraio, Casa Barnekow ha aperto le sue storiche porte per accogliere la presentazione interattiva di “Anime Salve“, il libro fotografico del giovanissimo autore anagnino Pierfrancesco Meloni. Il giorno successivo, domenica 15 febbraio, l’intera giornata è stata dedicata alla mostra interattiva delle opere, con un pubblico numeroso e partecipe che ha dialogato con l’artista, ponendo domande e confrontandosi sulla visione proposta.

Le fotografie esposte nelle eleganti sale di Casa Barnekow hanno raccontato frammenti di vita colti tra Roma, la Sardegna, il Portogallo e naturalmente Anagni. Sono scorci urbani, paesaggi sospesi, gesti minimi catturati dalla pellicola con quella lentezza che oggi sembra appartenere a un’altra epoca. Tra tutte le immagini, una sola porta un volto in primo piano: il potente ritratto del pittore Aldo Fontana, artista anagnino scomparso nel 2021, uomo che con la sua arte eclettica e sperimentale aveva saputo colorare la vita di tutti.

Quello scatto, unico ritratto in mostra e nel libro, diventa omaggio e memoria, ponte tra due generazioni di artisti accomunati dal coraggio di non seguire le mode.
Pierfrancesco Meloni, classe 1996, rappresenta una voce fuori dal coro nel panorama fotografico contemporaneo. Nonostante la giovane età, vanta un curriculum solido costruito come telecineoperatore e assistente in prestigiosi set di moda e ritrattistica.

La sua scelta stilistica, però, è coraggiosa e controcorrente: il ritorno alla stampa analogica e l’utilizzo di macchine a medio e grande formato. In un’epoca dominata dall’istantaneità dello smartphone, Meloni sceglie la lentezza del rullino, la precisione della chimica, la manualità della stampa offset. La sua visione della strada non cerca il successo commerciale né l’effetto facile, ma l’essenza dell’errore come cuore pulsante della crescita artistica.

Le opere esposte mostrano una sensibilità rara: la capacità di trasformare angoli dimenticati delle città in protagonisti narrativi. Nelle immagini si percepisce il respiro del bianco e nero, la texture della pellicola, il peso di ogni scatto pensato e meditato. C’è una scala che sale verso la luce, geometrica e silenziosa. C’è il mare, con un gabbiano sospeso nel cielo azzurro intenso, libertà pura catturata in un battito d’ali. Ci sono le strade urbane fotografate da prospettive insolite dove le ombre disegnano architetture parallele e le persone diventano presenze fugaci, fantasmi quotidiani che attraversano la scena. E poi c’è quel volto, quello di Aldo Fontana, con lo sguardo penetrante, simbolo di un’arte vissuta fino in fondo.
Queste sono Anime Salve perché libere dai modelli imposti dal mercato, frammenti di vita che sussurrano a chi guarda un messaggio potente: “non sei solo”. La fotografia di Meloni diventa così una palestra di empatia, un esercizio costante per imparare a osservare il mondo senza giudicarlo, ascoltando semplicemente il battito del marciapiede.

A sostenere il progetto è Effe 4.0, associazione culturale guidata da Tullio Cesario, presente durante la presentazione di sabato. Cesario ha dialogato con l’autore davanti a un pubblico attento e curioso, sottolineando l’importanza di recuperare uno sguardo puro e non filtrato sulla realtà che ci circonda. L’associazione, attiva nella valorizzazione e rivalutazione del territorio, ha scelto di editare “Anime Salve“, confermando Anagni come centro nevralgico per la promozione dei giovani artisti locali.
Visitare questa mostra ha significato per molti immergersi in un archivio vivo di umanità, dove la tecnica rigorosa del passato si fonde con la sensibilità di un cronista del presente. Un appuntamento che ha lasciato il segno, ricordando ad Anagni che i suoi giovani talenti sanno ancora raccontare il mondo con occhi nuovi, ma con strumenti che portano il peso e la nobiltà della storia. Per seguire Pierfrancesco sui social, basta cliccare qui.




