Si è concluso nel tardo pomeriggio di ieri, 15 febbraio 2026, un delicato intervento di soccorso in montagna sul Monte Semprevisa, la vetta più alta dei Monti Lepini, in provincia di Latina. Protagoniste della vicenda due escursioniste di 25 anni, una originaria di Barletta e l’altra di Valsamoggia, che hanno perso l’orientamento durante la discesa.

Le giovani erano partite da Fonte Sant’Angelo per un’escursione che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto concludersi senza particolari difficoltà. Ma il sopraggiungere improvviso di nebbia e pioggia ha trasformato il percorso di rientro in una situazione critica. La visibilità si è ridotta drasticamente, il terreno si è fatto insidioso e scivoloso, e la perdita di punti di riferimento ha generato smarrimento.
Resesi conto del rischio, le due escursioniste hanno avuto la prontezza di contattare i soccorsi. La Centrale operativa del NUE 112 ha immediatamente attivato una squadra di terra del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del Lazio, con il supporto di un operatore sanitario.
Le operazioni di ricerca si sono svolte in condizioni ambientali complesse. La combinazione di precipitazioni e scarsa visibilità ha reso più difficoltoso il lavoro dei tecnici del CNSAS Lazio, che hanno comunque individuato le giovani intorno alle 17:30.
Dopo una prima valutazione sanitaria, è emerso un quadro rassicurante: buone condizioni generali, salvo un lieve principio di ipotermia, conseguenza dell’esposizione prolungata al freddo e all’umidità. Le escursioniste sono state quindi accompagnate in sicurezza fino alla strada asfaltata, dove ad attenderle c’era un’ambulanza del 118 per gli accertamenti del caso.
Sul posto sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco, a supporto delle operazioni. L’intervento si è concluso dopo il tramonto, con il rientro delle squadre impegnate.
L’episodio riporta l’attenzione sull’importanza della sicurezza in montagna, soprattutto nei mesi invernali, quando le condizioni meteo possono mutare rapidamente. Anche un’escursione pianificata con attenzione può trasformarsi, in poche ore, in un’emergenza. In questo caso, la tempestività della richiesta di aiuto e il coordinamento tra i soccorsi hanno evitato conseguenze più gravi, restituendo alla cronaca una storia a lieto fine.




