Smantellato il sistema delle vedette nella periferia est di Roma
Sentinelle piazzate nei punti nevralgici dei quartieri e “grida d’amore” utilizzate come segnale d’allerta per l’arrivo delle forze dell’ordine. È questo il sistema delle vedette smantellato dai Falchi della Polizia di Stato insieme agli agenti del VI Distretto Casilino, al termine di un’articolata operazione antidroga che ha portato all’arresto di sette persone tra Tor Bella Monaca, via dell’Archeologia e Tor Pignattara, nella periferia est della Capitale.
Un’azione coordinata che ha consentito di neutralizzare diverse piazze di spaccio, colpendo sia i pusher operativi sia le vedette incaricate di proteggere l’attività illecita.
Il “grido d’amore” e il laboratorio in casa
A Tor Pignattara, un trentatreenne romano è stato bloccato mentre si trovava in strada con un “carico” di hashish nel classico taglio da un etto. Alla vista degli agenti ha tentato di divincolarsi, urlando ripetutamente “amore, amore” nel tentativo di richiamare la compagna e gli abitanti del palazzo.
L’unica a rispondere a quel richiamo è stata proprio la fidanzata che, nel tentativo di aiutarlo, ha dichiarato di ospitarlo nella propria abitazione. Una circostanza che ha portato gli investigatori a eseguire una perquisizione domiciliare. All’interno dell’appartamento è stato scoperto un piccolo laboratorio artigianale per il porzionamento della droga, completo di bilancini, materiale per il confezionamento e un quaderno con la rendicontazione della clientela.
Per il giovane è scattato l’arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale.
Tor Bella Monaca, vedette e fuga sulle rampe del garage
Più strutturato il sistema individuato a Tor Bella Monaca, dove due pusher operavano sotto la copertura di una vedetta posizionata in un punto strategico. Un meccanismo rodato, che prevedeva l’immediato allarme in caso di controlli.
Gli investigatori, intuendo la dinamica, si sono divisi preventivamente in tre squadre per colpire ogni singolo obiettivo. Quando la sentinella ha iniziato a gridare la “ritirata”, i tre complici si sono dati alla fuga in direzioni diverse. Il “palo”, nel tentativo di sottrarsi alla cattura, si è lanciato lungo le rampe di un garage, ma è stato comunque raggiunto e arrestato.
Nel corso dell’operazione sono state sequestrate 110 dosi di cocaina pronte per la vendita al dettaglio. Per tutti e tre è scattato l’arresto.
Il sistema “palo-traghettatore” e il cinturamento di via dell’Archeologia
Non ha avuto il tempo di lanciare alcun segnale d’allerta la vedetta arrestata insieme al suo complice dalla squadra di polizia giudiziaria del VI Distretto Casilino. I due seguivano il classico schema “palo-traghettatore” e “pusher-addetto alla consegna”, ma si sono accorti di essere braccati solo al momento dell’alt.
La loro fuga si è conclusa tra le braccia degli altri agenti impegnati nel cinturamento di via dell’Archeologia. A loro carico sono state sequestrate oltre 80 dosi di cocaina e 10 di hashish.
Poche ore dopo, sempre nella stessa piazza di spaccio, un altro presunto pusher è stato arrestato mentre tentava la fuga a bordo del proprio scooter, scalciando e accelerando nel disperato tentativo di sottrarsi al controllo.
Convalida dell’autorità giudiziaria
Le sette persone arrestate dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati legati al traffico di sostanze stupefacenti. L’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’operato della polizia giudiziaria, confermando la legittimità degli arresti.
L’operazione rappresenta un nuovo colpo alle piazze di spaccio della periferia est di Roma, dove il sistema delle vedette e dei pali continua a essere una delle strategie più utilizzate per ostacolare i controlli. Una risposta decisa delle forze dell’ordine che punta a ripristinare condizioni di maggiore sicurezza urbana in quartieri da tempo sotto osservazione.




