FROSINONE – Quando il mecenatismo moderno incontra la storia millenaria del territorio, il risultato è un cantiere di bellezza che prende vita. Grazie a un’importante donazione della Fondazione Nazionale delle Comunicazioni, la Direzione regionale Musei nazionali Lazio ha dato il via libera a tre interventi di restauro fondamentali che coinvolgono direttamente la Ciociaria e il litorale romano. Un investimento complessivo di 49.000 euro che, attraverso lo strumento dell’Art Bonus, permetterà di salvare opere e reperti di inestimabile valore.
La notizia, ufficializzata in questi giorni di febbraio 2026, segna un punto di svolta per la tutela del patrimonio statale. I progetti sono già entrati nella loro fase operativa: i tecnici e i restauratori sono pronti a intervenire su manufatti che spaziano dall’archeologia romana alla pittura neoclassica, garantendo non solo la conservazione, ma una nuova e più moderna fruibilità per il pubblico.
Il mistero dell’Allegoria all’Abbazia di Casamari
Nel cuore dell’Abbazia di Casamari, a Veroli, l’attenzione è tutta per un dipinto a olio su tela intitolato semplicemente “Allegoria“. Si tratta di un’opera di ambito neoclassico, databile tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, che custodisce un fascino magnetico proprio per la sua natura probabilmente incompiuta. La tela ritrae una figura femminile intenta a scrivere, quasi sospesa in un’atmosfera ermetica che ha sempre stuzzicato l’interesse degli studiosi della quadreria abbaziale.
L’intervento, finanziato con 17.000 euro, prevede operazioni minuziose di pulitura e consolidamento. L’obiettivo è fermare il naturale degrado del tempo e restituire piena leggibilità a questo studio preparatorio, che per la qualità del tratto suggerisce la mano di un artista raffinatissimo dell’epoca.
Da Cassino a Civitavecchia: la storia riprende forma
Spostandosi verso sud, il Museo archeologico nazionale “G. Carettoni” di Cassino si appresta a ospitare uno dei restauri più delicati: quello del Letto Funerario in osso rinvenuto nella necropoli di Aquinum. Si tratta di un reperto rarissimo e di estrema fragilità, per il quale sono stati stanziati altri 17.000 euro. In questo caso, il lavoro dei restauratori non sarà solo conservativo, ma punterà a una valorizzazione inclusiva, permettendo a tutti i visitatori di comprendere la complessità e l’importanza di questo antico rito del territorio.
A completare il trittico di interventi è il Museo archeologico nazionale di Civitavecchia, dove la maestosa statua di “Athena Parthenos” sarà sottoposta a una profonda pulizia delle superfici lapidee. Con un finanziamento di 15.000 euro, verranno rimosse le patine che ne offuscano il candore originale, preservando la materia di un manufatto che rappresenta uno dei pilastri della collezione archeologica laziale.
Un ponte tra privato e patrimonio pubblico
Il successo di questa operazione risiede nella trasparenza dello strumento Art Bonus, che come sottolineato da Elisabetta Scungio, direttore della Direzione regionale Musei nazionali Lazio, agisce come un ponte tra la cittadinanza e le istituzioni. Anche Aleramo Ceva Grimaldi, direttore Generale della Fondazione Nazionale delle Comunicazioni, ha ribadito l’importanza di investire in un Lazio che non sia solo Roma centrico, ma che valorizzi capillarmente ogni provincia.
I lavori, che vedono la piena acquisizione delle somme necessarie, saranno monitorati costantemente e i cittadini potranno seguire l’avanzamento dei restauri direttamente sulla piattaforma online dedicata. Una vittoria per il territorio che dimostra come la responsabilità condivisa possa generare risultati concreti e visibili sotto gli occhi di tutti.




