Proseguono senza sosta i controlli sul territorio da parte del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone, impegnato a garantire il rispetto delle regole nel tessuto commerciale e artigianale del capoluogo. Nel mirino dei finanzieri, questa volta, due saloni di barbiere e parrucchiere situati nella zona di Frosinone Scalo, area nevralgica per il commercio cittadino.
L’operazione, condotta dai militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Frosinone con la collaborazione dell’Ufficio Igiene Pubblica della ASL di Frosinone, è scaturita da un’attenta attività di monitoraggio delle realtà economiche presenti nell’area. Un lavoro silenzioso e metodico che ha portato a ispezioni mirate all’interno di due esercizi gestiti rispettivamente da un cittadino egiziano e da un cittadino bangladese.
Nel corso dei controlli sono stati identificati complessivamente sette lavoratori intenti a svolgere la propria attività. Di questi, tre sono risultati completamente privi di contratto, configurando una situazione di lavoro nero, mentre quattro non disponevano della necessaria abilitazione professionale prevista dalla normativa di settore. Violazioni che incidono non solo sul piano fiscale e contributivo, ma anche sulla qualità e sicurezza dei servizi offerti ai clienti.
Le irregolarità non si sono fermate all’aspetto giuslavoristico. I finanzieri hanno infatti sequestrato 210 prodotti cosmetici, per un valore superiore a 2.500 euro, risultati privi delle informazioni obbligatorie e della documentazione necessaria a garantirne la provenienza e la tracciabilità. In sostanza, prodotti cosmetici non sicuri, immessi nel circuito commerciale senza le dovute garanzie per i consumatori.
Ulteriori violazioni sono state riscontrate in materia di trasparenza commerciale: i prodotti esposti erano sprovvisti di indicazione dei prezzi e mancava il listino dei servizi offerti, elemento essenziale per tutelare il diritto del cliente a una scelta consapevole.
Particolarmente grave la situazione emersa in uno dei due saloni, dove sono state accertate significative carenze igienico-sanitarie sia nei locali di lavoro sia negli ambienti destinati alla clientela. A ciò si aggiungevano condizioni di potenziale pericolo per l’incolumità delle persone, con la presenza di cavi elettrici privi di protezione e facilmente accessibili.
Alla luce delle violazioni riscontrate, che comprendono infrazioni in materia di lavoro, igiene, sicurezza e tracciabilità dei prodotti, sono state contestate sanzioni amministrative che possono arrivare fino a 100.000 euro. Contestualmente è stato disposto il provvedimento di chiusura immediata dei due esercizi, misura adottata per tutelare la salute pubblica e ristabilire condizioni di legalità.
L’operazione si inserisce in un più ampio piano di controlli volto a contrastare il sommerso economico e a difendere la concorrenza leale, a beneficio degli operatori che rispettano le regole e dei cittadini che ogni giorno si affidano ai servizi del territorio.




