Un’operazione articolata che ha portato alla denuncia di padre e figlio per reati in materia di droga e armi. L’intervento è stato condotto dagli agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Colleferro, impegnati nei consueti controlli a tutela della sicurezza urbana.

Tutto ha avuto inizio quando una pattuglia ha notato un’autovettura procedere in maniera particolarmente spericolata tra le strade del centro cittadino, con manovre tali da mettere a rischio gli altri utenti della strada. Intimato l’alt, i poliziotti si sono trovati di fronte a un giovane visibilmente agitato, atteggiamento che ha immediatamente insospettito gli operatori.
La perquisizione personale e veicolare, eseguita anche grazie al supporto dell’unità cinofila della Polizia di Stato e al fiuto del cane “Odina”, ha consentito di rinvenire circa sette grammi di hashish, in parte occultati sotto il sedile del conducente e in parte nascosti negli indumenti intimi del ragazzo, oltre a 50 euro in contanti.
Alla luce del ritrovamento, gli agenti hanno deciso di estendere gli accertamenti all’abitazione del giovane. La successiva perquisizione domiciliare ha portato al sequestro di ulteriore sostanza stupefacente – hashish, marijuana e cocaina – ritenuta destinata all’attività di spaccio, insieme a materiale per il confezionamento delle dosi, un bilancino di precisione e 805 euro in contanti, somma considerata presumibile provento dell’illecito.
Nel corso delle operazioni è emersa anche la posizione del padre convivente. Nella sua disponibilità sono stati trovati circa tre grammi di cocaina e una serie di oggetti che hanno destato particolare allarme: tre pistole a salve prive del tappo rosso, un fucile ad aria compressa, numerosi coltelli a serramanico, pugnali, coltelli a farfalla e un dissuasore elettrico il cui porto è vietato.
Sebbene alcune di queste armi rientrino tra gli strumenti di libera vendita, la loro detenzione e soprattutto il porto senza giustificato motivo possono integrare specifiche violazioni di legge. Le pistole a salve prive dei prescritti segni distintivi, in particolare, sono idonee a trarre in inganno, potendo essere scambiate per armi vere e generare allarme sociale o essere utilizzate per intimidazioni.
Al termine degli accertamenti, entrambi sono stati denunciati in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria. Il giovane dovrà rispondere di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, ai sensi dell’articolo 73 del D.P.R. 309/1990, mentre il padre è stato denunciato per detenzione di sostanza stupefacente e per violazioni in materia di armi e oggetti atti ad offendere.
L’operazione si inserisce nel quadro dei costanti servizi di prevenzione e repressione dei reati predisposti dalla Polizia di Stato sul territorio, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza percepita e reale nelle aree urbane più frequentate.




