Il calcio, per molti, è una questione di gol, classifiche e agonismo. Ma esiste un calcio che si gioca lontano dai riflettori della serie A, dove la vittoria più importante non si misura in punti, ma in sorrisi riconquistati e barriere abbattute. Si chiama In-Calcio ed è un progetto strutturato che mira a favorire la pratica motoria tra i giovani con disabilità fisiche e intellettive. L’iniziativa nasce con un obiettivo preciso e potente: trasformare il campo sportivo in un ambiente sicuro e stimolante, dove ogni ragazzo può sentirsi finalmente protagonista della propria vita.

Troppo spesso, infatti, la quotidianità di giovani con fragilità e delle loro famiglie è segnata da un’etichetta difficile da scrollarsi di dosso: quella di “paziente”. Il progetto In-Calcio ribalta completamente questa prospettiva, puntando sulla valorizzazione di attitudini, passioni e talenti individuali. Qui non si curano patologie, si allenano atleti; non si gestiscono crisi, si costruiscono relazioni. Attraverso l’attività calcistica, i partecipanti sviluppano competenze motorie e comunicative fondamentali, rafforzando in modo decisivo l’autostima e il senso di appartenenza al gruppo.

La forza della proposta risiede in un approccio pedagogico d’avanguardia basato sul cooperative learning. In questo contesto, l’integrazione tra bambini con abilità differenti non è solo un desiderio sulla carta, ma una pratica viva che genera un clima di collaborazione e rispetto reciproco. Lo sport diventa così uno spazio di crescita personale dove la diversità non è un limite, ma una risorsa che arricchisce l’intera squadra. Ogni partecipante, seguito passo dopo passo, trova il proprio ruolo ideale, imparando che il successo del singolo è sempre legato alla forza del collettivo.

A garantire che il percorso sia solido e scientificamente fondato è un team multidisciplinare di altissimo profilo. Sul campo e dietro le quinte operano in sinergia lo psicologo dello sport, diversi educatori, tecnici ABA, allenatori UEFA C e laureati in Scienze Motorie. Questa integrazione di professionalità permette un monitoraggio costante dei progressi di ogni ragazzo, utilizzando strumenti di valutazione mirati e garantendo un confronto continuo con le famiglie, considerate l’anello fondamentale di questa catena di solidarietà.
Proprio il dialogo con i genitori rappresenta il cuore pulsante dell’iniziativa. La condivisione dei piccoli e grandi successi quotidiani permette di costruire un percorso realmente personalizzato, capace di rispondere alle esigenze specifiche di ogni nucleo familiare. In questo modo, In-Calcio si propone come una risposta concreta alle barriere economiche, sociali e culturali che ancora oggi, purtroppo, limitano l’accesso allo sport per molti.
In ultima analisi, questo progetto nasce dalla profonda convinzione che ogni essere umano sia unico. Difendere il diritto allo sport per tutti significa, in fondo, difendere la libertà di ciascuno di esprimersi e di sognare. Con In-Calcio, il territorio si arricchisce di uno strumento di speranza, dimostrando che, quando il cuore e la professionalità scendono in campo insieme, non esiste ostacolo che non possa essere superato con un semplice calcio d’inizio.
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