ALATRI – La situazione dell’Ospedale San Benedetto torna sotto i riflettori grazie all’iniziativa del Sindaco di Fumone, Matteo Campoli, che ha inviato una nota formale al Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, invitandolo a visitare il presidio entro il 30 marzo. L’obiettivo è valutare personalmente le criticità che da tempo interessano la struttura, punto di riferimento essenziale per la tutela della salute nella provincia di Frosinone.
Criticità e preoccupazioni
Il documento evidenzia una serie di problemi ormai consolidati: riduzione dei servizi, difficoltà operative nei reparti e un progressivo depotenziamento che sta generando preoccupazione tra amministratori locali, operatori sanitari e cittadini. Secondo il primo cittadino, è necessario un intervento diretto e immediato da parte delle istituzioni regionali.
“Riteniamo non più rinviabile una presenza diretta del Presidente della Regione presso il San Benedetto – afferma Campoli –. Dopo anni di segnalazioni e richieste, è fondamentale che la Regione possa constatare di persona lo stato attuale dell’ospedale, ascoltare il personale sanitario e confrontarsi con i sindaci del territorio. La situazione è sotto gli occhi di tutti e richiede risposte concrete e immediate”.
Richiesta di confronto e tavolo tecnico
Nella nota, Campoli sottolinea come la visita del Presidente rappresenterebbe “un segnale indispensabile di attenzione istituzionale e di responsabilità verso una comunità che vive una condizione sanitaria sempre più complessa”.
Il Sindaco precisa inoltre che non si tratta di una polemica, ma di una richiesta di confronto serio e strutturato. La nota sollecita l’apertura di un tavolo tecnico con la partecipazione dei sindaci del comprensorio, dei dirigenti ospedalieri, della ASL di competenza e del Comitato San Benedetto, per individuare soluzioni condivise e garantire la piena funzionalità del presidio.
Il Comune di Fumone ha ribadito la propria disponibilità a collaborare sia all’organizzazione della visita istituzionale sia alla definizione del tavolo tecnico, convinto che solo attraverso un dialogo trasparente tra istituzioni sia possibile tutelare concretamente il diritto alla salute dei cittadini.




