Una storia di violenza cieca, consumata in una zona periferica della Ciociaria nel tardo pomeriggio di un giorno di primavera. I fatti risalgono al 30 maggio 2023, ma è solo ora che la giustizia ha fatto sentire il suo peso definitivo: tre giovani sono stati arrestati e trasferiti in carcere dopo la condanna passata in giudicato per tentato omicidio aggravato in concorso, sequestro di persona, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e porto di armi od oggetti atti ad offendere.
Ad eseguire gli arresti, nel pomeriggio di ieri, sono stati i Carabinieri delle Stazioni di Latina e Sezze, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Corte d’Appello di Roma. Nel mirino della giustizia una ragazza di 21 anni domiciliata a Latina e due uomini — un 25enne e un cittadino romeno di 26 anni — residenti a Sezze. Tutti e tre erano già noti alle forze dell’ordine.
Una trappola pianificata a Roccagorga
La ricostruzione degli inquirenti dipinge uno scenario agghiacciante. Quel giorno di fine maggio 2023, i tre avrebbero raggiunto in auto — il veicolo era di proprietà del 25enne — il comune di Roccagorga, in provincia di Latina. Con un pretesto, sarebbero riusciti a convincere un giovane a salire con loro a bordo. Una volta in macchina, lo hanno portato in una zona isolata e periferica del paese, lontano da occhi indiscreti.
Quello che è seguito è stato un pestaggio brutale: la vittima è stata colpita ripetutamente, anche con un oggetto appuntito, riportando diverse lesioni. Poi, come se nulla fosse, i tre lo hanno abbandonato lungo la strada, lasciandolo nel sangue.
Le indagini e le prove schiaccianti
A ricostruire l’intera vicenda sono stati i Carabinieri della Stazione di Roccagorga, con il supporto dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Terracina e dei militari delle Stazioni di Priverno e Sezze. Un lavoro investigativo certosino che ha permesso di identificare i responsabili e raccogliere prove difficilmente confutabili.
Durante le attività investigative sono stati rinvenuti e sequestrati gli abiti indossati durante l’aggressione, ancora intrisi di sangue. Non solo: sono stati trovati anche sostanza stupefacente, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi, elementi che hanno contribuito a delineare un quadro accusatorio ben più ampio della sola aggressione. Determinante anche il sequestro dell’autovettura utilizzata dai tre, all’interno della quale erano presenti evidenti tracce ematiche.
Le condanne e il carcere
La Corte d’Appello di Roma ha confermato la colpevolezza dei tre imputati. I primi due — il 25enne e la ragazza di 21 anni — dovranno scontare 8 anni di reclusione. Per il cittadino romeno di 26 anni la pena è di 7 anni, 5 mesi e 10 giorni.
Al termine delle formalità di rito, i due uomini sono stati trasferiti presso la Casa Circondariale di Latina, mentre la giovane è stata accompagnata alla Casa Circondariale femminile di Rebibbia, a Roma.




