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    Home » Colleferro, identificato l’uomo che colpì e uccise il gatto Cesare alla stazione: rischia una denuncia per maltrattamento di animali
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    Colleferro, identificato l’uomo che colpì e uccise il gatto Cesare alla stazione: rischia una denuncia per maltrattamento di animali

    individuato dai Carabinieri della Compagnia di Colleferro guidati dal Capitano Vittorio Tommaso De Lisa il presunto responsabile del gesto che ha portato alla morte del micio amato dai pendolari della stazione Colleferro-Segni-Paliano: è un 46enne di Segni
    5 Marzo 20264 Mins Read
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    Cesare, il gatto dei pendolari
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    Un volto dietro l’aggressione che ha sconvolto la stazione

    Nelle ultime ore i Carabinieri della Compagnia di Colleferro, agli ordini del Capitano Vittorio Tommaso De Lisa, hanno identificato l’uomo ritenuto responsabile della brutale aggressione ai danni del gatto Cesare, il micio che stazionava abitualmente presso la stazione ferroviaria di Colleferro-Segni-Paliano.

    Si tratta di un uomo di Segni, di origini straniere, classe 1980. La sua posizione è ora al vaglio dell’Autorità giudiziaria e potrebbe essere formalizzata una denuncia per maltrattamento di animali ai sensi dell’articolo 544-ter del codice penale.

    L’identificazione arriva dopo settimane di indignazione e mobilitazione da parte di cittadini e associazioni animaliste, profondamente scossi dall’efferatezza del gesto che aveva colpito un animale conosciuto e amato da chi quotidianamente attraversa la stazione. e grazie a un lavoro importante e meticoloso dei militari colleferrini.

    Il calcio sferrato davanti ai pendolari

    L’episodio risale al 27 gennaio scorso. Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe sferrato un violento calcio contro Cesare, che in quel momento si trovava nei pressi dei binari.

    La scena, stando alle testimonianze raccolte nei giorni successivi, sarebbe stata vista da diverse persone presenti in stazione. Nessuno però, in quel momento, denunciò immediatamente l’accaduto. Dopo l’aggressione il gatto scomparve, alimentando l’ansia e la preoccupazione di chi era abituato a incontrarlo ogni mattina prima di salire sul treno diretto verso Roma.

    Per molti pendolari Cesare non era soltanto un animale randagio: era diventato una presenza familiare, quasi una mascotte della stazione.

    Il ritorno e la corsa disperata per salvarlo

    Dopo alcuni giorni di assenza, il gatto ricomparve improvvisamente. Era in condizioni disperate.

    Due volontarie dell’Oasi felina “Gatti del Giovenzano” lo soccorsero immediatamente e lo portarono in una clinica veterinaria, dove gli vennero eseguiti tutti gli accertamenti necessari. Il quadro clinico era drammatico.

    Cesare presentava gravi traumi al muso e al torace compatibili con i colpi ricevuti. Era fortemente disidratato e non riusciva ad alimentarsi autonomamente da giorni. Le analisi del sangue rivelarono inoltre una grave insufficienza renale e problemi al fegato, mentre la temperatura corporea era scesa a livelli pericolosi di ipotermia.

    Nonostante le cure tempestive, la situazione continuò a peggiorare.

    La morte di Cesare e l’indignazione dei cittadini

    Il gatto venne trasferito in terapia intensiva e rimase sotto stretto monitoraggio veterinario per quarantotto ore. Intanto la sua storia si diffondeva rapidamente tra i pendolari e sui social, dove in molti avevano seguito con apprensione gli aggiornamenti sulle sue condizioni.

    Numerose persone avevano anche contribuito alle spese per le cure, sperando in un recupero che purtroppo non è mai arrivato.

    Nei giorni successivi Cesare è morto presso l’Oasi felina “Gatti del Giovenzano”, lasciando un forte senso di amarezza tra chi lo conosceva.

    Le indagini e la possibile denuncia

    Proprio l’ondata di indignazione pubblica – condivisa anche dal sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna con un post su Facebook – insieme alle denunce formali presentate da cittadini e associazioni, ha contribuito ad avviare le indagini che hanno portato all’identificazione dell’uomo ritenuto responsabile dell’aggressione.

    Gli accertamenti dei Carabinieri della Compagnia di Colleferro proseguono ora sotto il coordinamento dell’Autorità giudiziaria, che dovrà valutare la posizione dell’indagato.

    Nel frattempo la vicenda di Cesare continua a rappresentare, per molti pendolari della stazione Colleferro-Segni-Paliano, il simbolo di un affetto semplice ma autentico: quello che ogni giorno si era creato tra un piccolo gatto di stazione e centinaia di persone di passaggio.

    La nota dei Carabinieri

    “Questa mattina, i Carabinieri della Stazione di Colleferro hanno concluso un’attività d’indagine avviata a seguito di una denuncia per maltrattamento di animali presentata il 31 gennaio 2026. Al termine degli accertamenti, i militari hanno denunciato in stato di libertà un operaio nigeriano di 46 anni, che vive in un paese limitrofo. Dalla ricostruzione dei fatti è emerso che il 27 gennaio 2026, presso la stazione ferroviaria di Colleferro, l’uomo è gravemente indiziato di aver colpito con un violento calcio il gatto “Cesare”, noto come mascotte dei pendolari che frequentano quotidianamente lo scalo ferroviario. L’animale, soccorso e successivamente affidato alle cure del Policlinico Veterinario Roma Sud, è deceduto il 12 febbraio scorso a causa delle lesioni riportate. L’individuazione del presunto responsabile è stata possibile grazie all’escussione di diversi testimoni presenti sul posto e alla successiva individuazione fotografica, che ha consentito di attribuire con chiarezza la condotta contestata. La vicenda ha suscitato ampia eco sui social network, dove numerosi viaggiatori hanno espresso indignazione per l’accaduto; anche il Sindaco di Colleferro ha commentato pubblicamente la notizia, manifestando vicinanza alla comunità dei pendolari e sensibilità verso la tutela degli animali”

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