Roma, 5 marzo 2026 – Una città che genera salute. È questa l’idea al centro dell’incontro organizzato ieri 4 marzo allo Spazio WeGil di Roma, in occasione della Giornata mondiale dell’obesità. L’evento ha esplorato il rapporto tra urbanistica, qualità degli spazi urbani e contrasto a una delle malattie croniche più diffuse del nostro tempo.
L’iniziativa, promossa dalla Fondazione FISM e inserita nel programma della mostra Roma Terzo Millennio, ideata dall’Ambasciatore Umberto Vattani e sostenuta dall’associazione Art Diplomacy, ha proposto una lettura della Capitale come organismo dinamico, capace di connettere quartieri e paesaggi, dal centro storico fino al mare. Una visione che supera la frammentazione urbana e mette al centro la salute dei cittadini.
Durante l’incontro, il tema dell’obesità è stato affrontato come una malattia cronica complessa, che influisce sulla qualità della vita e aumenta il rischio di patologie cardiovascolari e metaboliche. Non si tratta di una questione individuale, ma di una sfida collettiva che coinvolge ambiente, organizzazione sociale e scelte politiche.
“L’Italia è stata la prima nazione al mondo ad approvare una legge sull’obesità. È un tema che rappresenta uno dei principali fattori di rischio per molte malattie, da quelle cardiovascolari ad alcune neoplasie. La Giornata mondiale dell’obesità serve a riaccendere l’attenzione su questa problematica e ad affrontarla in modo moderno, senza stigma per i pazienti e con nuove possibilità di cura offerte anche dai farmaci”, ha dichiarato il Ministro della Salute Orazio Schillaci intervenendo all’incontro.
Al centro della riflessione anche il ruolo delle città nella promozione di stili di vita sani. Percorsi pedonali, aree verdi e servizi di prossimità orientano il movimento quotidiano e favoriscono relazioni sociali. Una pianificazione attenta può sostenere comportamenti salutari, mentre una progettazione disattenta può amplificare sedentarietà e disuguaglianze.
“Le città influenzano gli stili di vita e possono diventare uno strumento concreto di prevenzione”, ha spiegato Umberto Vattani, ideatore della mostra. “Il modo in cui organizziamo lo spazio urbano incide sulle abitudini quotidiane delle persone e quindi anche sulla salute collettiva. Roma può diventare un’infrastruttura di salute capace di riconnettere quartieri, paesaggi e comunità.”
Durante l’evento è intervenuto anche il deputato Roberto Pella, sottolineando l’importanza della legge che riconosce l’obesità come malattia cronica. “È un passo avanti fondamentale che nasce da un lavoro condiviso tra istituzioni, comunità scientifica e associazioni dei pazienti, e che punta a garantire accesso alle cure, programmi di prevenzione e superamento dello stigma”, ha spiegato.
L’incontro ha rappresentato non solo un momento di approfondimento scientifico, ma anche un’occasione per riflettere su come la città possa diventare protagonista della salute pubblica, trasformando spazi urbani e progettazione in strumenti concreti di prevenzione.




