Si è conclusa con un partecipato finissage, sabato 7 marzo 2026, la mostra personale “E mi riconosco” dell’artista Emanuela Cadrini, ospitata alla Villa Comunale di Frosinone. Un appuntamento che ha rappresentato non solo il momento conclusivo dell’esposizione, ma anche un’occasione di confronto e dialogo tra arte, pubblico e riflessione creativa.
La mostra, curata da Daniele Amelio e realizzata con il patrocinio del Comune di Frosinone – Assessorato alla Cultura, ha raccolto oltre quaranta dipinti realizzati dall’artista negli ultimi tre anni. Un percorso pittorico intenso e personale, capace di accompagnare i visitatori dentro un universo fatto di gesti, colore e suggestioni profonde.
Durante l’incontro conclusivo, Emanuela Cadrini ha raccontato ai presenti il processo creativo che ha portato alla realizzazione dell’opera “Senza titolo”, soffermandosi sulla particolare operazione artistica che ne ha caratterizzato la nascita. Il dialogo con il pubblico si è trasformato in un vero e proprio momento di confronto, nel quale l’artista ha condiviso la propria visione dell’arte come ricerca continua e come linguaggio capace di interrogare la realtà.
A seguire si è svolto un reading-performance di Carlo Delli Colli, artista e interprete che da tempo collabora con Emanuela Cadrini in un progetto creativo che unisce pittura, poesia e teatro. La loro collaborazione rappresenta uno degli elementi più significativi della ricerca artistica portata avanti dall’autrice, orientata verso forme di arte relazionale e di dialogo tra linguaggi differenti.
Il lavoro di Emanuela Cadrini si distingue infatti per un’attenzione costante ai temi dell’ambiente e del territorio. Accanto alla pittura, l’artista scrive testi poetici e realizza operazioni performative che mettono in relazione parola, gesto e immagine, creando una dimensione espressiva fluida e multisensoriale.
La sua è una pittura gestuale e sinestetica, nella quale il gesto creativo diventa materia e colore. Le tele raccontano emozioni e suggestioni evocative, spesso legate all’elemento Acqua, che nelle sue opere assume il valore simbolico di movimento, trasformazione e ricerca interiore.
Una delle sale della mostra è stata dedicata alle opere realizzate durante le tredici repliche della performance pittorico-poetica “Anelito”, progetto artistico per il quale Emanuela Cadrini ha scritto i testi successivamente interpretati da Carlo Delli Colli. La performance, parallelamente all’esposizione, sta attraversando diverse città della provincia di Frosinone, portando in scena un dialogo vivo tra pittura e parola.
“La pittura è il codice che ho scelto per dare un nome alle cose, una ricerca che nasce dall’introspezione e dall’ascolto di tutto ciò che mi circonda”, ha spiegato Emanuela Cadrini durante l’incontro con il pubblico. “Questa fusione viaggia su due aspetti: uno mentale e l’altro gestuale, libero da codici”.
L’artista descrive il proprio lavoro come un percorso di continua interrogazione. “L’arte è una domanda e allo stesso tempo un tentativo di risposta, sempre da inseguire, irraggiungibile; è una sete sacra che indaga. Un punto di fuoco sempre acceso, una forza vitale, un viaggio nell’assoluto”.
Con il finissage del 7 marzo si chiude così un’esperienza espositiva che ha animato gli spazi della Villa Comunale di Frosinone, offrendo al pubblico un’occasione di incontro con una ricerca artistica intensa, capace di intrecciare introspezione personale e dialogo con il territorio.




