Lo scorso 5 marzo, la Giunta Regionale del Lazio ha approvato la Deliberazione n. 115, il documento tecnico che ridisegna per i prossimi tre anni la programmazione della rete ospedaliera regionale. Un piano che, tra tabelle di posti letto e sigle tecniche, racconta in concreto come e dove i cittadini laziali potranno curarsi entro il 2028.
Per la provincia di Frosinone — e in particolare per l’area nord che per decenni ha avuto nel suo ospedale un punto di riferimento, poi scomparso — il documento contiene indicazioni che vale la pena conoscere, capire e tenere d’occhio.
Il quadro: cosa è, e a cosa serve questa delibera
La Programmazione della rete ospedaliera 2026-2028 è lo strumento con cui la Regione Lazio definisce, territorio per territorio, quanti posti letto devono esserci, in quali ospedali, per quali tipologie di cura. Lo fa sulla base degli standard nazionali fissati dal Decreto Ministeriale n. 70 del 2015, che stabilisce parametri precisi: quanti posti letto per mille abitanti, quali reparti devono essere presenti a seconda del livello del presidio, come deve essere organizzata la rete dell’emergenza.

Non è dunque un documento d’intenti, ma uno strumento vincolante, che orienta le scelte delle singole ASL e degli ospedali pubblici e privati accreditati. Il percorso tecnico è stato curato dal dottor Andrea Urbani, Direttore della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria, e dalla dottoressa Eleonora Lo Cascio, Dirigente dell’Area Rete Ospedaliera e Specialistica, nominata a dicembre 2025.
Il piano è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio (BURL) n. 20 del 10 marzo 2026 ed è immediatamente operativo.
I numeri del Lazio: 121 strutture, oltre 21.900 posti letto
Per dare il senso della scala dell’operazione: la programmazione 2026-2028 prevede per l’intera Regione Lazio un totale di 21.956 posti letto, di cui 17.348 per acuti e 4.326 per post-acuti. Il rapporto complessivo è di 3,76 posti letto ogni mille abitanti, in linea con gli standard del DM n. 70/2015.
La rete regionale è articolata in quattro livelli di complessità crescente: presidi in zone particolarmente disagiate, ospedali di base, presidi di primo livello e presidi di secondo livello. Complessivamente sono coinvolte 121 strutture, pubbliche e private accreditate, di cui 43 pubbliche. I posti letto pubblici ammontano a 11.220, con 10.724 destinati alle cure per acuti.
Sul piano analitico, emerge un dato rilevante: il confronto tra la programmazione precedente (2024-2026) e i posti letto effettivamente attivi sulla piattaforma NSIS — il sistema informativo sanitario nazionale — ha mostrato un divario significativo. La percentuale di raggiungimento degli obiettivi del piano precedente si è fermata all’88% per quanto riguarda i posti letto programmati. Questo significa che i ritardi attuativi non sono un’eccezione ma una costante del sistema: la nuova delibera ne tiene conto, prevedendo un monitoraggio periodico con verifiche formali e obiettivi assegnati direttamente ai Direttori Generali delle aziende sanitarie.
Frosinone: cosa cambia ospedali per ospedale
Per la provincia di Frosinone la delibera porta numeri in crescita rispetto alla fotografia attuale. Dai 1.165 posti letto registrati sul sistema NSIS a fine 2025, la programmazione triennale porta la dotazione provinciale a 1.459 posti letto complessivi, con un obiettivo di 3,03 posti letto per mille abitanti. L’incremento riguarda sia la componente pubblica sia quella privata accreditata.

I principali presidi ospedalieri della provincia sono: il Polo Unificato Frosinone-Alatri, che comprende l’Ospedale F. Spaziani di Frosinone e l’Ospedale San Benedetto di Alatri; l’Ospedale Santa Scolastica di Cassino; e l’Ospedale Civile SS. Trinità di Sora. Accanto a questi, operano diverse strutture private accreditate.
Le previsioni per ciascun presidio sono precise. L’Ospedale Spaziani di Frosinone vedrà un incremento di posti letto in chirurgia vascolare, nefrologia, neurochirurgia, medicina d’urgenza e gastroenterologia: specialità che oggi sono assenti o sottodimensionate rispetto al fabbisogno del territorio, e la cui carenza spinge frequentemente i pazienti a rivolgersi a strutture fuori provincia, con costi umani e logistici che le famiglie conoscono bene.
Per l’Ospedale di Alatri sono previste l’attivazione della geriatria e dell’urologia, discipline particolarmente richieste da una popolazione che invecchia. Per l’Ospedale Santa Scolastica di Cassino arriva la neurologia. Per l’Ospedale di Sora la delibera prevede un incremento dei posti letto in oncologia e l’attivazione della lungodegenza.
Il focus sull’area nord: cosa dice la delibera su Anagni
È proprio a partire dall’Ospedale di Sora che si entra nel tema più rilevante per l’area nord della provincia di Frosinone, quella che per anni ha gravitato intorno all’ex ospedale di Anagni — presidio chiuso e mai sostituito con una struttura ospedaliera equivalente.
Il documento tecnico approvato dalla Giunta Regionale prevede espressamente che, dei posti letto oncologici in incremento per l’Ospedale di Sora, 14 posti letto di day hospital siano fisicamente dislocati presso Anagni. Il presidio di Anagni riceverà inoltre servizi di chemioterapia e dialisi.
La delibera specifica con chiarezza la natura di questi posti letto: restano formalmente afferenti all’Ospedale di Sora, del quale costituiscono un’articolazione territoriale. Non si tratta, quindi, dell’apertura di un nuovo ospedale né di un presidio autonomo. Si tratta di servizi ambulatoriali e di day hospital oncologico dislocati sul territorio per avvicinare le cure ai pazienti — una scelta coerente con le logiche della medicina di prossimità che orienta anche il DM n. 77 del 2022 sull’assistenza territoriale.
Il documento regionale inserisce, in calce alla previsione, una condizione esplicita: l’attuazione è subordinata alla redazione di un apposito progetto aziendale da parte dell’ASL di Frosinone, che dovrà identificare i percorsi organizzativi e funzionali, i criteri clinici, le procedure di sicurezza e le modalità di afferenza dei posti letto all’Ospedale di Sora. Una precisazione tecnica che non ridimensiona la previsione, ma che indica con altrettanta chiarezza che la programmazione regionale non si traduce automaticamente in servizi attivi: è necessaria una fase progettuale aziendale che trasformi l’indicazione in realtà operativa.
Nel prospetto complessivo delle strutture territoriali della provincia, il Presidio Sanitario di Anagni figura tra le strutture di prossimità dell’ASL di Frosinone, a conferma di un presidio che è rimasto attivo anche dopo la chiusura dell’ospedale. Il territorio compare inoltre nella sezione dedicata alla rete dell’elisoccorso: Anagni è indicata come sede operativa h24 per l’elisuperficie presso la fabbrica Beccidelli, integrata nel sistema regionale di emergenza.
Cosa succede adesso: il monitoraggio come strumento di controllo
La Programmazione 2026-2028 non è un documento statico. La delibera prevede un sistema articolato di monitoraggio periodico, strutturato in tre fasi a partire dall’attività prodotta nel 2024, con verifiche legate all’evoluzione del fabbisogno, all’analisi dell’appropriatezza e dei volumi di attività, alla disponibilità del personale e all’utilizzo del budget. I risultati saranno formalmente assegnati come obiettivi ai Direttori Generali delle aziende sanitarie: un meccanismo di responsabilizzazione che, almeno sulla carta, lega la governance aziendale all’effettivo avanzamento del piano.
Il documento si riserva inoltre la possibilità di essere aggiornato in corso di triennio, alla luce di nuove evidenze, bisogni emergenti o vincoli imprevisti. Una clausola di flessibilità che può rappresentare un’opportunità — se le previsioni vengono rafforzate — ma anche un rischio, se le difficoltà attuative dovessero portare a ridimensionamenti.
Quello che il piano dice, e quello che ancora manca
Per chi abita nell’area nord della provincia di Frosinone, la lettura della delibera n. 115 offre un quadro che vale la pena conoscere senza filtri. Da un lato, c’è il riconoscimento formale — nero su bianco in un atto della Giunta Regionale — che il territorio di Anagni e del suo hinterland ha bisogno di servizi sanitari specialistici più vicini: chemioterapia, dialisi, oncologia di prossimità. Servizi che, per chi deve affrontarli con cadenza regolare, fanno una differenza concreta nella qualità di vita quotidiana.
Dall’altro lato, il documento è preciso anche su ciò che non prevede: non c’è un nuovo ospedale, non c’è un pronto soccorso, non c’è un DEA. La risposta istituzionale all’area nord passa per la medicina di prossimità e per i servizi territoriali, non per la restituzione di un presidio ospedaliero autonomo.
Cosa succederà concretamente dipenderà in larga misura da quanto velocemente e con quanta efficacia l’ASL di Frosinone elaborerà il progetto aziendale richiesto dalla delibera, e da come la Regione Lazio eserciterà la funzione di monitoraggio che si è formalmente attribuita.
Il piano c’è. I prossimi mesi diranno se resterà sulla carta o se diventerà realtà.
Riferimento normativo: Deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 115 del 5 marzo 2026 — Approvazione del Documento Tecnico: “Programmazione della rete ospedaliera 2026-2028, in conformità agli standard previsti nel DM n. 70/2015”. Pubblicata sul BURL n. 20 del 10 marzo 2026.




