di Giorgio Stirpe
Un’altalena di emozioni, tanti gol, due pali, un rigore parato. È stato uno spettacolo calcistico quello proposto da Frosinone e Cesena al Manuzzi. Una partita di alto livello tra due squadre che hanno nella propria filosofia quella di non speculare, ma cercare di fare una rete più dell’avversario.
Questa volta nessuna delle due è riuscita nell’intento: il 2-2 finale consente al Frosinone di muovere ancora la classifica e di tenersi a ridosso della seconda posizione. Il Cesena era un avversario molto scomodo nonostante in casa, nelle ultime tre partite, avesse collezionato tre ko, subendo pesanti sconfitte interne contro Venezia (0-4), Spezia (2-3) e Monza (1-3).
I giallazzurri si sono presentati in campo con la voglia di allungare la striscia negativa dei romagnoli e, per questa occasione, il tecnico Alvini è tornato a schierare attacco e centrocampo titolari. In mediana, dopo il turno di riposo concessogli contro la Samp, è tornato Koutsoupias dal 1’, assieme a Calò e Cichella. In attacco Kvernadze è tornato padrone della fascia sinistra, assieme a Ghedjemis (sul fronte opposto) e Raimondo. In difesa, davanti a Palmisani, l’allenatore canarino ha schierato Calvani in coppia con Jacopo Gelli al centro, confermando A. Oyono e Corrado terzini.
Prima frazione in apnea per entrambe le squadre, che si sono date battaglia a viso aperto dando vita a un match frizzante con continui ribaltoni di fronte ad alta velocità. Il Frosinone è stato più concreto dell’avversario ed è riuscito a capitalizzare una delle occasioni create con Corrado che, dalla distanza, al 41’, ha trovato un gran sinistro mettendo fuori causa il portiere Klinsmann. Secondo gol consecutivo per il giovane mancino, che sta continuando sul solco del suo compagno di ruolo Bracaglia e della tradizione dei terzini goleador. Da quel settore sono arrivate tante reti (inaspettate) che hanno dato punti importanti al Frosinone.
Nel finale di primo tempo è salito in cattedra Palmisani che, dopo aver causato il calcio di rigore per un pugno in uscita sulla testa di Cerri, ha ipnotizzato dal dischetto Shpendi, parando il suo secondo penalty stagionale. Altro dato inedito e importante: su cinque rigori assegnati contro il Frosinone, solo uno, ad oggi, è stato trasformato dagli avversari!
Il Cesena è stato sfortunato a inizio ripresa quando Berti ha colpito il secondo legno di giornata, ma è riuscito comunque a trovare la rete del pareggio al 59’ con una bella giocata di Corazza che, stavolta, non ha lasciato scampo a Palmisani, battuto sul primo palo. Un pareggio, ad essere onesti, che gli uomini di Mignani hanno meritato per quanto prodotto nel primo quarto d’ora della seconda frazione di gioco.
Al 64’ Alvini ha sostituito Kvernadze e Koutsoupias con Fiori e Francesco Gelli, riproponendo lo schieramento che aveva schiantato la Sampdoria una settimana prima; qualche minuto dopo (72’) è arrivato il gol del Frosinone che, per costruzione, è forse il più bello, ad oggi, dell’intero campionato. Lo scambio nello stretto tra Calò e Ghedjemis è di quelli da far vedere e rivedere ai ragazzi delle scuole calcio. L’assist meraviglioso del centrocampista e il gol dell’attaccante francese con un destro al volo hanno messo in luce tutta la qualità di cui il gruppo di Alvini dispone.
Il problema del pomeriggio del Manuzzi è stato però Corazza, il cui ingresso ha un po’ spaccato in due la partita. I giallazzurri hanno fatto fatica a leggerne i movimenti e l’esterno, al minuto 79, ha trovato il gol del secondo pareggio con un’azione fotocopia della prima. Il punto raccolto dal Frosinone è positivo, allunga la striscia positiva ed è il viatico per affrontare con grande fiducia il prossimo match casalingo contro il Bari.




