C’è stato un silenzio diverso, ad Acuto, oggi pomeriggio 15 marzo. Un silenzio pesante, carico di lacrime trattenute e strette di mano silenziose, del tipo che si conosce solo quando una comunità si trova a fare i conti con un dolore troppo grande per essere elaborato in fretta. Quel tipo di dolore che arriva all’improvviso, senza preavviso, e cambia tutto.
È stato un pomeriggio di lacrime e di abbracci, quello di oggi, quando Acuto ha dato l’ultimo saluto a Mauro Agostini (43 anni), Emiliano Martucci (46 anni) e Valentino Perinelli (24 anni), i tre colleghi di lavoro che venerdì mattina, 13 marzo 2026, hanno perso la vita in un incidente stradale che ha sconvolto l’intera comunità del caratteristico, accogliente borgo.

La chiesa di Santa Maria Assunta non bastava a contenere il dolore. Gremita fino all’inverosimile, con centinaia di persone riversate anche in piazza — chi non riusciva a entrare si è fermato fuori, in silenzio, in segno di rispetto e vicinanza — la chiesa ha ospitato una cerimonia funebre toccante, carica di emozione e partecipazione umana. Un’atmosfera surreale, quasi sospesa nel tempo, in cui ogni sguardo raccontava lo stesso sgomento: quello di una comunità che ancora fatica a credere a quanto accaduto.
A presiedere la funzione religiosa è stato Santo Marcianò, vescovo delle diocesi di Anagni-Alatri e di Ferentino-Veroli-Frosinone, che ha trovato parole di profonda partecipazione per le famiglie colpite e per l’intera comunità: “il lutto per la perdita di Valentino, Mauro e Emiliano è sentito da tutta la comunità di Acuto – ha affermato il presule durante l’omelia – il dolore dei familiari, degli amici e dei colleghi è straziante e difficile da esprimere a parole. Valentino era un ragazzo giovane e gioioso, appassionato della vita, dei cavalli, della natura e del lavoro condiviso con il papà, sempre legato alla famiglia. Mauro si distingueva per la semplicità e la dedizione al lavoro, affrontando con forza anche momenti di grande difficoltà personale. Emiliano era umile, educato e buono, sempre pronto a dimostrare attenzione verso chi lo circondava”.
“La “comunità – ha poi aggiunto il vescovo Mons. Santo Marcianò – prova a trovare sostegno e consolazione, cercando di trasformare il dolore in memoria, affetto e vicinanza verso chi resta. In momenti così tragici, resta la necessità di condividere ricordi, valori e affetti, per onorare la vita dei tre giovani e la loro presenza nel cuore di chi li conosceva”.
In prima fila, accanto alle famiglie di Mauro, Emiliano e Valentino, sedeva il sindaco di Acuto, Augusto Agostini — provato nel volto, ma presente con tutta la sua determinazione istituzionale e umana. Il primo cittadino, che fin dalle prime ore successive alla tragedia si era messo a disposizione dei familiari delle vittime, aveva già proclamato per la giornata di domenica il lutto cittadino, un gesto formale ma profondamente sentito, che ha dato a tutta la comunità il modo di fermarsi, raccogliersi e ricordare insieme.
A rendere onore ai tre lavoratori, anche un picchetto dell’Arma dei Carabinieri della Compagnia di Anagni e della Stazione di Acuto coordinata dal Mar. Luca Sarra e uno della Guardia di Finanza di Fiuggi. Prezioso – preziosissimo, anzi – anche il lavoro svolto dai volontari della Protezione civile e dalle Polizie Locali di Acuto e dei paesi viciniori, accorse a collaborare con i colleghi.
Tra i presenti alla cerimonia, anche la consigliera regionale Sara Battisti e diversi sindaci del comprensorio; tra questi, il primo cittadino di Fiuggi Alioska Baccarini e Gianluca Latini, sindaco di Trivigliano.
Tre colleghi, tre famiglie, tre vite spezzate in una mattina di marzo. Mauro Agostini, 43 anni, Emiliano Martucci, 46 anni, e il giovane Valentino Perinelli, appena 24 anni: storie diverse, unite dalla stessa tragica sorte su una strada che nessuno dei tre avrebbe dovuto non tornare a percorrere. La loro perdita ha lasciato un vuoto incolmabile non solo nei loro cari, ma nell’intero tessuto sociale di un paese che li conosceva, li stimava, voleva loro bene.
Acuto li ha salutati come meritavano: con tutto il calore di una comunità operosa, affettuosa, che sa stringersi attorno a chi soffre. Quel calore che si vedeva nei volti delle persone in piazza, negli occhi lucidi di chi non aveva parole ma era lì, semplicemente lì, perché certi momenti non si affrontano da soli.
Alle famiglie, agli amici, al meraviglioso paese di Acuto, la redazione di anagnia.com – e tutti i nostri lettori – porgono le più sentite ed affettuose condoglianze.




