Blitz dei NAS in un centro estetico di Cassino
Un vero e proprio studio medico nascosto all’interno di un centro estetico. È quanto hanno scoperto nei giorni scorsi i Carabinieri del NAS di Latina durante una serie di controlli mirati nel settore dei trattamenti per la cura della persona nella provincia di Frosinone.
L’ispezione è avvenuta a Cassino, dove i militari hanno effettuato un accesso all’interno di un centro estetico. Durante la verifica, gli operanti si sono trovati di fronte a una situazione ben diversa da quella che ci si aspetterebbe in un normale salone dedicato ai trattamenti estetici di superficie.
All’interno dei locali, infatti, era stata allestita una vera e propria sala utilizzata come studio medico, destinata all’esecuzione di trattamenti di medicina e chirurgia estetica.
Attrezzature mediche e tracce di botulino
Nel corso dell’ispezione, i Carabinieri del NAS hanno rinvenuto diverse attrezzature mediche specifiche, tra cui un lettino clinico e un’apparecchiatura elettromedicale per la radiofrequenza.
Ma a destare particolare attenzione sono stati soprattutto i materiali trovati all’interno dei contenitori per rifiuti sanitari speciali. Qui i militari hanno individuato numerose siringhe utilizzate e fiale vuote di tossina botulinica, il farmaco comunemente impiegato nei trattamenti anti rughe.
Nella stessa stanza è stata inoltre rinvenuta una confezione integra di botulino, pronta per l’utilizzo, insieme a vari moduli di consenso informato già firmati da pazienti. I documenti facevano riferimento a infiltrazioni di acido ialuronico, trattamenti finalizzati alla riduzione delle rughe e all’aumento selettivo dei volumi del viso.
Il problema della commistione tra attività estetica e attività medica
Il nodo centrale della violazione riguarda la coabitazione nello stesso locale di un’attività sanitaria e di un’attività non sanitaria, una situazione espressamente vietata dalla normativa.
Le leggi di settore stabiliscono infatti che uno studio medico e un centro estetico debbano operare in ambienti nettamente separati, proprio per garantire il rispetto dei protocolli igienico-sanitari richiesti per le procedure mediche.
Il rischio, spiegano gli esperti del settore, è duplice. Da una parte vi è la necessità di gestire correttamente strumenti sterili, farmaci e rifiuti sanitari potenzialmente infettivi. Dall’altra c’è il pericolo che il cittadino possa confondere un semplice trattamento estetico con un vero e proprio atto medico, che invece richiede ambienti idonei e personale qualificato.
Procedure come iniezioni di botulino o infiltrazioni di acido ialuronico, infatti, non sono trattamenti estetici superficiali ma prestazioni mediche invasive, che devono essere effettuate esclusivamente in strutture autorizzate e con precise garanzie di sicurezza.
Chiusura dell’attività e multa da 12mila euro
Alla luce delle irregolarità accertate, i Carabinieri del NAS di Latina hanno segnalato la situazione alle autorità competenti. È stata quindi disposta la sospensione e la chiusura dell’attività medica abusiva fino alla completa eliminazione delle condizioni di incompatibilità.
Contestualmente è stata irrogata al medico responsabile una sanzione amministrativa di 12.000 euro.
L’operazione conferma l’attenzione costante dei NAS nel contrasto all’abusivismo sanitario e nella tutela della salute dei cittadini, soprattutto in un settore delicato come quello della medicina estetica, sempre più diffuso e richiesto.
I controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane sull’intero territorio della provincia di Frosinone, con l’obiettivo di garantire che tutte le prestazioni mediche vengano svolte nel pieno rispetto delle norme e delle condizioni di sicurezza previste dalla legge.




