C’è un modo per parlare di violenza sulle donne senza cadere nella retorica, e passa attraverso le aule di scuola, la danza, i colori e le voci dei ragazzi. Lo ha dimostrato la mattinata del 10 marzo presso l’Istituto Comprensivo Supino, Morolo, Patrica, dove, in occasione dell’8 Marzo — Giornata Internazionale dei Diritti della Donna, si è tenuta una manifestazione che ha saputo unire memoria, riflessione e celebrazione in un unico abbraccio educativo.
A guidare l’iniziativa, la dirigente scolastica Prof.ssa Eleonora Mauriello, affiancata dalle professoresse Tiziana Caponera ed Elisa Fargnoli e dall’intero corpo docente della sede di Morolo. Insieme agli alunni, hanno dato vita a un evento pensato non soltanto per ricordare le vittime di violenza, ma soprattutto per valorizzare e celebrare i traguardi conquistati dalle donne in ambito economico, politico e culturale in tutto il mondo. Un doppio sguardo, dunque: sul dolore che ancora esiste e sulla forza che, nonostante tutto, continua ad avanzare.
Al fianco della scuola, da anni protagonista di questo percorso condiviso, l’associazione Il Mosaico, rappresentata dalla sua presidente Dott.ssa Stefania Savelloni. Un sodalizio che, come ha sottolineato la stessa presidente nel suo intervento, porta avanti da tempo un lavoro prezioso e costante sul territorio, producendo ogni anno risultati di cui essere fieri. «Un connubio che da anni ha dato sempre grande soddisfazione», ha dichiarato la Dott.ssa Savelloni, rivolgendo un sentito ringraziamento al corpo docente e agli studenti per l’impegno dimostrato.

L’evento ha goduto anche del patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Morolo, rappresentata dalla Vice Sindaco Dott.ssa Clarissa Silvestri, la cui presenza ha voluto essere, prima ancora che istituzionale, un gesto concreto di rispetto verso il lavoro dei ragazzi e degli insegnanti. Nelle sue parole, la Vice Sindaco ha espresso solidarietà e sensibilità verso una tematica che non può — e non deve — essere archiviata come questione di una sola giornata all’anno.
L’associazione Il Mosaico, attiva dal 2011 con un ricco programma di attività multidisciplinari, non è nuova a questo tipo di impegno. La sua presidente è anche referente territoriale del movimento mondiale One Billion Rising, fondato dalla drammaturga e attivista Eve Ensler. Ogni anno, il 14 febbraio, questo movimento globale trasforma il giorno di San Valentino in qualcosa di completamente diverso da come siamo abituati a immaginarlo: un grande flash mob internazionale sulle note di Break the Chain — Spezza la catena —, una protesta pacifica e potente contro la violenza sulle donne che coinvolge ogni angolo del pianeta. L’associazione Il Mosaico ha fatto propria questa visione, mobilitando negli anni l’intera provincia affinché si unisca al messaggio globale.

Il movimento One Billion Rising utilizza la danza come linguaggio universale di forza e solidarietà: non una performance fine a se stessa, ma un atto simbolico per spezzare le catene della violenza e rivendicare libertà, parità e rispetto. Sono gli stessi valori che la Dott.ssa Savelloni promuove quotidianamente, non solo attraverso il flash mob, ma anche mediante un calendario fitto di iniziative che attraversano ambiti sociali, sportivi, educativi e culturali, coinvolgendo enti e organismi locali, nazionali e internazionali.
Filo conduttore di ogni iniziativa è la Comunicazione Sociale Propositiva del progetto “Rosso Come… Passione Amore Vita”, uno slogan internazionale tradotto in otto lingue, scelto per il suo valore morale, civile e sociale. Un messaggio che si propone come inno alla condivisione sana, capace di unire le persone contro ogni forma di violenza, bullismo e discriminazione, ovunque ci si trovi: in classe, in piazza, sui campi da gioco.

L’obiettivo dichiarato dall’associazione Il Mosaico è quello di trasformare ogni persona in un promotore attivo di sensibilizzazione e prevenzione, partendo dalla convinzione che scegliere una passione sana e un amore autentico sia, in fondo, il più grande atto di forza che esista. Una società civile che vuole davvero crescere non può prescindere da contesti in cui la reciprocità e il rispetto siano valori fondamentali e condivisi. E a Morolo, almeno per una mattina, quella società ha avuto un volto giovane e determinato.




