Dopo il percorso avviato con “Urban Crossing / Attraversamenti Urbani”, l’Accademia di Belle Arti di Frosinone rilancia il proprio impegno nella ricerca artistica contemporanea con “Paesaggi Ibridi – Dal paesaggio visivo al paesaggio sonoro”, un convegno che dal 19 al 21 marzo 2026 trasformerà il City Open Museum – Teatro Palazzo Tiravanti in un laboratorio aperto di idee, suoni e visioni.

Tre giornate intense, pensate come un viaggio attraverso il concetto di paesaggio contemporaneo, inteso non più soltanto come rappresentazione visiva, ma come esperienza complessa e multisensoriale. Un’evoluzione che riflette i cambiamenti del nostro tempo, dove l’ambiente urbano si ridefinisce attraverso linguaggi artistici ibridi, capaci di unire memoria, tecnologia e percezione.

Il convegno, curato da Loredana Finicelli, Antonio Trimani, Giovanni Verga e Riccardo Bernardi, con la collaborazione di Serenella Bozhanaj, coinvolgerà studiosi, artisti e ricercatori provenienti da diverse realtà accademiche italiane. Al centro del confronto, il dialogo tra la tradizione storico-artistica del paesaggio e le nuove forme di interpretazione legate al suono, alle installazioni e alle pratiche della contemporaneità.
La prima giornata, giovedì 19 marzo, sarà dedicata al rapporto tra arte e memoria, con un focus sulle trasformazioni del paesaggio nella storia dell’arte. Dalla pittura dell’età moderna fino alle rappresentazioni urbane dell’era digitale, gli interventi offriranno uno sguardo ampio sulla costruzione dell’identità culturale attraverso le immagini e i luoghi.
Il giorno successivo, venerdì 20 marzo, il programma entrerà nel vivo delle sperimentazioni sonore con “Visioni in ascolto”, una sessione interamente dedicata al paesaggio sonoro. Qui il suono diventa chiave di lettura dello spazio, strumento capace di restituire nuove dimensioni percettive della città. Tra performance e riflessioni teoriche, si alterneranno esperienze legate alla media art e alla composizione contemporanea.
Sabato 21 marzo, infine, spazio alle ibridazioni, con una riflessione sulle relazioni tra arte, architettura, spazio pubblico e tecnologie sonore. Un momento conclusivo che guarda al futuro, mettendo in luce le potenzialità della progettazione culturale nello spazio urbano e le nuove direzioni della ricerca artistica.
L’iniziativa si inserisce nel progetto C.O.M. – City Open Museum, sostenuto dal PNRR – Missione 4 “Istruzione e Ricerca”, confermando il ruolo dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone come punto di riferimento per la sperimentazione e il confronto tra linguaggi artistici.
Un progetto fortemente voluto dalla direttrice Stefania Di Marco, che interpreta il paesaggio come uno spazio vivo, da osservare ma anche da ascoltare. Un luogo in cui si intrecciano storia e innovazione, memoria e futuro, restituendo all’arte il compito di leggere e trasformare la realtà.
Tra visioni e suoni, “Paesaggi Ibridi” si propone così come un’occasione preziosa per comprendere le trasformazioni del nostro tempo e per immaginare nuove forme di relazione tra uomo, città e ambiente.




