L’estate era agli sgoccioli, ma la tensione tra le strade di Viticuso non accennava a placarsi. Era il 3 settembre dello scorso anno quando, nei pressi di un noto bar del piccolo centro del Frusinate, la tranquillità di una serata di fine stagione veniva squarciata da urla e spintoni. Una discussione nata per futili motivi, forse una parola di troppo o uno sguardo interpretato male, si era trasformata rapidamente in una violenta rissa che aveva coinvolto sei ragazzi. Oggi, a distanza di mesi da quell’episodio, la giustizia amministrativa ha presentato il conto.
I Carabinieri della Stazione di Acquafondata, guidati da una meticolosa attività d’indagine, hanno notificato sei provvedimenti di Daspo Urbano, meglio noto come Daspo Willy, emessi dal Questore di Frosinone. L’operazione, che ha visto il supporto dei militari delle Stazioni di Cervaro e Filignano, colpisce un gruppo di giovani di età compresa tra i 20 e i 24 anni. Si tratta di soggetti residenti tra i comuni di Pozzilli, in provincia di Isernia, e Cervaro, già noti alle forze dell’ordine per precedenti segnalazioni.
La misura di prevenzione scaturisce da un’attenta istruttoria condotta dalla Polizia di Stato della Divisione Anticrimine. Dopo aver analizzato i fatti avvenuti all’esterno dell’esercizio pubblico di Viticuso, le autorità hanno ritenuto necessario intervenire con fermezza per tutelare l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini. La rissa di settembre, infatti, non era passata inosservata, destando preoccupazione in una comunità solitamente pacifica e poco abituata a simili eccessi di violenza giovanile.
Il provvedimento firmato dal Questore impone restrizioni pesanti: per la durata di un anno, i sei giovani non potranno accedere ai pubblici esercizi e ai locali di pubblico trattenimento dell’intero territorio comunale di Viticuso. Non solo: il divieto si estende anche allo stazionamento nelle immediate vicinanze dei locali, con una limitazione oraria specifica che va dalle ore 15.00 del pomeriggio fino alle 06.00 del mattino successivo. Una vera e propria “zona rossa” attorno alla movida locale per evitare che la loro presenza possa innescare nuove tensioni.
L’azione dei Carabinieri e della Questura si inserisce in una più ampia strategia di contrasto ai fenomeni di microcriminalità e violenza nei luoghi di aggregazione. Il Daspo Willy, intitolato alla memoria del giovane Willy Monteiro Duarte, si conferma uno strumento fondamentale nelle mani dello Stato per allontanare i soggetti socialmente pericolosi dai contesti dove la convivenza civile deve essere garantita. Con questa notifica, le istituzioni ribadiscono che il divertimento non può e non deve mai sfociare in sopraffazione o illegalità.




