Una settimana intensa sul fronte della sicurezza a Roma, con le forze dell’ordine impegnate su più fronti contemporaneamente: dall’autostrada A1 ai quartieri della periferia est della Capitale, una serie di operazioni ha portato a numerosi arresti, sequestri di droga e recupero di refurtiva. Un mosaico di episodi distinti che, messi insieme, restituiscono il quadro di un impegno capillare e costante nel contrasto alla criminalità urbana e non solo.
Hashish sull’A1: l’incidente tradisce il corriere della droga
Tutto inizia con uno schianto sull’autostrada A1, al chilometro 585+500 in direzione Sud. Gli agenti della Polizia Stradale di Roma Sud, inviati sul posto per un sinistro autonomo, trovano un’auto a noleggio pericolosamente posizionata a cavallo tra la corsia di emergenza e quella di marcia. Spostato il veicolo in una piazzola di sosta, cominciano le verifiche di rito. Ma qualcosa non torna: le modanature in plastica attorno alla leva del cambio mostrano segni di manomissione con un cacciavite, rinvenuto poco dopo nel vano portaoggetti. Quel dettaglio, unito all’atteggiamento sempre più nervoso del conducente e ai suoi precedenti di polizia, convince gli agenti ad allargare il campo delle ricerche.
Uno di loro percorre a piedi l’intero tratto tra il luogo dell’incidente e la piazzola, controllando la scarpata e il canale di scolo. Nei pressi del cavalcavia numero 363, oltre il guardrail, trova una busta in plastica accuratamente coperta da un parasole per auto aperto: un dettaglio che la distingue nettamente da un comune rifiuto abbandonato. All’interno, numerosi involucri in cellophane contenenti hashish, per un peso complessivo lordo di 10,660 chilogrammi. A inchiodare definitivamente il conducente ci pensano i messaggi WhatsApp sul suo telefono cellulare, dai quali emerge che aveva già indicato a un complice il punto esatto dove recuperare il pacco. L’uomo è stato arrestato e, su disposizione della Procura presso il Tribunale di Velletri, associato alla Casa Circondariale del medesimo comune. Auto, sostanza stupefacente e cellulare sono stati sequestrati.
Il ladro di componenti auto non fa i conti con la rete interforze
Pochi giorni dopo, un’altra operazione vede protagonisti gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Tor Carbone e della Sottosezione Polizia Stradale di Roma Sud. La segnalazione arriva dalla sala operativa della Questura di Roma: una persona sospetta si aggira tra le auto in sosta nel parco di via Leo Longanesi. Gli agenti raggiungono il posto, ma l’uomo, alla loro vista, si dà alla fuga a piedi per poi salire a bordo di un’Audi Q3 e allontanarsi velocemente.
Scatta subito la nota di ricerca. La Polizia Stradale predispone un posto di blocco all’uscita di Monteporzio Catone, dove l’Audi viene intercettata e fermata. Nella perquisizione immediata emergono arnesi da scasso e, occultati in uno zaino, due sistemi multimediali smontati da Jeep Renegade. Nel frattempo, gli agenti del Commissariato Tor Carbone setacciano le zone intorno al parcheggio dell’Audi e trovano, nascosta in un cespuglio, la refurtiva che l’uomo non era riuscito a caricare: interi gruppi ottici anteriori e posteriori, tutti provenienti da due Jeep Renegade individuate nelle vicinanze, con le carrozzerie depredate. L’uomo è stato arrestato, l’auto sequestrata e la refurtiva restituita ai legittimi proprietari su disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Velletri.
Blitz a Tor Bella Monaca: la “filiera” dello spaccio smantellata dal cane Faro
A metà mattina scatta invece il blitz del VI Distretto Casilino tra i porticati di via dell’Archeologia, a Tor Bella Monaca. Con una strategia di cinturazione dell’area, gli investigatori sorprendono in flagranza due coppie di pusher e vedette, ciascuna con un ruolo preciso all’interno di una filiera rodatissima. Le vedette monitorano l’area e smistandono i clienti verso lo spacciatore, posizionato in penombra con le dosi a portata di mano.

Nel primo caso, il pusher opera con una tecnica a “doppia tasca”: stupefacente a destra, denaro a sinistra, in una sequenza rapida e ripetuta studiata per ridurre i tempi di ogni cessione. Il secondo gruppo ha escogitato un nascondiglio più raffinato: le dosi vengono prelevate da un deposito ricavato nella tromba del vano ascensore, difficile da individuare senza un controllo mirato. Difficile per gli esseri umani, ma non per Faro, il cane antidroga che guida gli investigatori direttamente al punto esatto. Sequestrati complessivamente circa 50 grammi di cocaina, confezionata con scritte “rosse” e “blu” a seconda del taglio richiesto dal cliente, e circa 1.400 euro in contanti.
L’operazione si inserisce in un’attività investigativa più ampia che, sullo stesso “vialone”, aveva già portato all’arresto di un giovane di origini marocchine colto in flagrante dopo una cessione a due ragazze. Anche gli investigatori del Commissariato di Pubblica Sicurezza Romanina hanno contribuito al bilancio, sorprendendo a Tor Bella Monaca un pusher italiano con 26 grammi di cocaina. Tutti gli arresti sono stati convalidati dalla Magistratura.
Quarticciolo: cinque arresti tra spaccio, rapine e divieti ignorati
Non meno intensa l’attività al Quarticciolo, dove gli agenti del V Distretto Prenestino, del Commissariato di Pubblica Sicurezza Torpignattara e della Sezione Volanti hanno messo a segno cinque arresti in rapida successione. Tre pusher sono stati colti con dosi pronte per la vendita: in due casi la perquisizione personale è stata estesa all’abitazione, nel terzo l’uomo aveva trasformato la propria auto in un piccolo deposito mobile, con 30 dosi di cocaina già preconfezionate nascoste nell’abitacolo.

Il quarto arresto riguarda un uomo di origini guineane, gravemente indiziato di rapina e porto abusivo di armi: dopo aver tentato di colpire un passante con uno spray al peperoncino, senza riuscirci, ha estratto un paio di forbici brandendole contro la vittima. Rintracciato nell’immediatezza dagli agenti, è stato bloccato sul posto. Il quinto caso, infine, chiama in causa una donna nigeriana di quarantatré anni, che aveva su di sé non uno ma due divieti dell’Autorità Giudiziaria: quello di avvicinamento all’ex compagno e quello di dimora nel Comune di Roma. Li ha ignorati entrambi, aggredendo l’uomo alle spalle, facendolo cadere a terra e colpendolo con una pietra. Per lei è scattato l’arresto immediato con traduzione in carcere. Tutti gli indagati sono stati condotti davanti al GIP di piazzale Clodio, che ha convalidato gli arresti accogliendo le richieste dei Pubblici Ministeri della Procura.
Torpignattara: furto lampo, fuga e arresto in pochi minuti
A chiudere il cerchio è un episodio nel pomeriggio di ieri a Torpignattara, dove la Polizia Locale di Roma Capitale ha arrestato due giovani per furto aggravato. Una pattuglia del V Gruppo Prenestino viene fermata da un cittadino che segnala il furto appena subito: la sua Smart ForTwo è stata forzata e dallo zaino lasciato in auto sono spariti un computer Apple Mac e due dispositivi POS. Gli agenti avviano immediatamente le ricerche e intercettano i due sospetti, che alla vista della pattuglia cercano di guadagnare la fuga, liberandosi dello zaino nascondendolo dietro un cassonetto. La mossa non basta: vengono bloccati in pochi istanti. Determinante anche la testimonianza di un commerciante della zona che aveva visto i due disfarsi del bottino. Entrambi, di nazionalità algerina e di 20 e 22 anni, privi di documenti e già noti per precedenti specifici, sono stati arrestati con l’accusa di furto aggravato.




