C’è un piccolo comune dell’Appennino laziale che si prepara a salire sul palcoscenico europeo. Campoli Appennino è stato scelto come sede di uno dei primi appuntamenti di MOVES – Mountain Voices for Engaged and Sustainable Democracy, un progetto internazionale che punta a restituire voce e centralità alle comunità di montagna, troppo spesso relegate ai margini del dibattito pubblico e delle politiche territoriali.
L’appuntamento è fissato per mercoledì 26 marzo presso l’Auditorium Comunale “E. Toto”, dove cittadini, amministratori e rappresentanti delle istituzioni si ritroveranno attorno a un tavolo comune per affrontare temi che, in queste terre, pesano come macigni: lo spopolamento, la difficoltà di accesso ai servizi essenziali e la necessità di costruire forme più efficaci e inclusive di partecipazione democratica.
Non si tratta di un convegno qualsiasi. MOVES nasce come un vero e proprio laboratorio di democrazia attiva, promosso da una rete di organizzazioni europee — Casa d’Abobora, Anci Lazio, People in Focus e House of Europe — con l’ambizione di mettere in connessione realtà accomunate dalle stesse fragilità strutturali, ma anche dallo stesso potenziale di rinascita. Il progetto si articola su percorsi di educazione civica, laboratori di co-progettazione e momenti di confronto diretto tra cittadini e istituzioni, strumenti concreti per trasformare la partecipazione da principio astratto a pratica quotidiana.
Campoli Appennino entra così a far parte di una rete europea che guarda alle aree rurali e montane non come territori da assistere, ma come comunità da valorizzare. In un panorama in cui i piccoli comuni faticano a trattenere popolazione e servizi, la sfida di MOVES è ambiziosa: dimostrare che la coesione sociale e la democrazia partecipativa possono fiorire anche — e forse soprattutto — lontano dai grandi centri urbani.
Il progetto avrà una durata di dodici mesi e si svilupperà su due livelli complementari: quello locale, con attività radicate nel territorio, e quello internazionale, attraverso lo scambio di esperienze e buone pratiche tra i partner europei. L’obiettivo finale è la costruzione di una rete stabile tra cittadini, amministrazioni e organizzazioni, capace di generare un impatto duraturo ben oltre la scadenza del progetto stesso.

A dare il tono all’iniziativa è la sindaca Pancrazia Di Benedetto, che non nasconde l’entusiasmo per un riconoscimento che va al di là della visibilità istituzionale: «Ospitare a Campoli Appennino un’iniziativa di respiro europeo come MOVES è per noi motivo di grande soddisfazione. Le aree montane non possono essere considerate marginali: rappresentano invece un patrimonio di comunità, identità e competenze che va valorizzato. Questo progetto ci offre l’opportunità di rafforzare il dialogo tra cittadini e istituzioni e di costruire, insieme, percorsi concreti di partecipazione e sviluppo».
Parole che suonano come un manifesto. Perché in fondo è proprio di questo che si tratta: ridare alla montagna la dignità di protagonista, non di comparsa.




