Due distinti interventi delle forze dell’ordine nella provincia di Frosinone riportano al centro dell’attenzione i temi della tutela delle vittime di stalking e della lotta alle truffe online, fenomeni sempre più diffusi e complessi da contrastare.
A Torrice, lo scorso 18 marzo, i Carabinieri della Stazione locale hanno dato esecuzione a una misura cautelare del divieto di avvicinamento, emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Frosinone su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di una donna di 57 anni, gravemente indiziata del reato di atti persecutori ai danni della propria sorella.
L’indagine ha preso avvio dalle denunce presentate dalla vittima a partire da settembre 2025, delineando nel tempo un quadro sempre più grave di condotte vessatorie e intimidatorie, tali da provocare un persistente stato di ansia e costringerla a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita.
Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, la situazione sarebbe degenerata in una vera e propria escalation: molestie telefoniche ripetute, con decine di chiamate anche nell’arco della stessa giornata, diffamazione attraverso i social network, in particolare su Facebook, e continue incursioni sul luogo di lavoro della vittima, con offese pronunciate davanti a colleghi e clienti.
Non sono mancati neppure episodi di appostamenti sotto l’abitazione, accompagnati dall’uso insistente del clacson e dall’invio di messaggi dal contenuto offensivo e minaccioso, elementi che hanno contribuito a rafforzare il quadro indiziario.
Alla luce della gravità dei fatti, il giudice ha disposto il divieto assoluto di avvicinamento a meno di 1.000 metri dai luoghi frequentati dalla persona offesa, oltre al divieto di comunicazione con qualsiasi mezzo, compresi quelli telematici. È stata inoltre applicata la misura del braccialetto elettronico, strumento fondamentale per il monitoraggio costante del rispetto delle prescrizioni.
Sempre nelle stesse ore, ma a Sora, la Polizia di Stato, attraverso il locale Commissariato di Pubblica Sicurezza, ha denunciato un 22enne residente in provincia di Teramo, già noto alle forze dell’ordine, per il reato di truffa.
L’attività investigativa ha consentito agli agenti di ricostruire un quadro indiziario significativo: il giovane avrebbe messo in atto un raggiro ai danni di un ignaro acquirente su una piattaforma di e-commerce, simulando la vendita di un ricambio per ciclomotore, nello specifico un blocco accensione elettrica, mai effettivamente consegnato.
L’episodio si inserisce nel più ampio fenomeno delle truffe online, che continuano a colpire cittadini attratti da offerte vantaggiose ma spesso inesistenti. In questo caso, il lavoro degli investigatori ha permesso di risalire al presunto responsabile, restituendo un primo segnale concreto di contrasto a questo tipo di reati.
Due vicende diverse, dunque, ma accomunate dall’impegno delle istituzioni e delle forze dell’ordine nel garantire sicurezza e tutela dei cittadini, sia nella dimensione privata delle relazioni personali, sia in quella digitale, sempre più esposta a rischi e insidie.




