di Pietro Necci
Il derby non sorride all’Acuto. Sul campo della Virtus Fumone, nel girone A di Terza Categoria, i giallorossi cedono di misura con il punteggio di 1-0, lasciando tre punti preziosi ai padroni di casa, che agganciano così la seconda posizione in classifica insieme ad altre due squadre.
Ma prima che il calcio potesse parlare, c’è stato spazio per il silenzio. Prima del fischio d’inizio, le due squadre si sono fermate per un minuto di raccoglimento in memoria dei tre giovani di Acuto tragicamente scomparsi in un incidente stradale. Un gesto sobrio e sentito, che ha dato alla partita un sapore diverso fin dal primo momento.
Sul piano del gioco, la gara si è disputata su un terreno di dimensioni ridotte, che ha inevitabilmente condizionato le trame offensive di entrambe le formazioni. L’Acuto, tuttavia, non ha sofferto eccessivamente la pressione dei locali, riuscendo a reggere il confronto per larghi tratti del primo tempo.
Il momento decisivo arriva a cinque minuti dalla fine della prima frazione. Proprio su una delle rare ripartenze del Fumone, nate da un’azione offensiva dell’Acuto interrotta sul nascere, il pallone arriva in profondità sui piedi del numero 9 dei padroni di casa, Falamesca, che non perdona: tiro in diagonale, portiere battuto, vantaggio Fumone.
Nella ripresa, l’Acuto prova a reagire, ma non riesce a costruire occasioni concrete per impensierire la difesa locale. E quando la partita sembrava potersi riaprire, arriva la beffa: Michele Manpieri viene espulso per doppia ammonizione, lasciando i suoi compagni in dieci uomini per l’ultima parte del match. Un’inferiorità numerica che chiude di fatto ogni speranza di rimonta.
Il Fumone amministra senza rischiare e porta a casa un successo di misura, ma pesante, che vale il secondo posto in classifica a pari merito con altri due club del girone. Per l’Acuto, invece, una sconfitta che fa male — non solo per i punti persi, ma per come è arrivata, in una giornata già segnata dal dolore.




