Sessanta persone in sala, applausi scroscianti e un tema sul quale — evidentemente — c’era ancora molto da dire. La Giornata della Paternità, organizzata giovedì 19 marzo dall’Associazione degli ex studenti del Liceo “Norberto Turriziani” di Frosinone in occasione della Festa del Papà, ha superato le aspettative, trasformandosi in uno di quegli appuntamenti che il pubblico non dimentica facilmente.
L’evento si è tenuto nell’aula magna “Dante Schietroma” dell’Istituto di Istruzione Superiore “Norberto Turriziani”, spazio simbolico e carico di storia, che per un pomeriggio si è fatto teatro di una riflessione collettiva su una figura spesso trascurata dal dibattito contemporaneo: quella del padre.
Ad aprire i lavori, come previsto, il prof. Francesco Cozzolino, dirigente scolastico dell’istituto, con il saluto di benvenuto rivolto agli ospiti e alla platea. Un gesto istituzionale che ha subito chiarito il tono della giornata: non un convegno chiuso tra esperti, ma un’occasione aperta alla comunità, con la scuola nel ruolo di casa comune.
Un’assenza, però, ha segnato l’avvio del pomeriggio: il prof. Renzo Scasseddu, il grecista atteso per guidare il pubblico attraverso la figura del padre nella classicità, non ha potuto partecipare per motivi di salute. Una defezione che ha dispiaciuto, ma che il programma ha saputo assorbire con eleganza.
A fare la parte del leone è stato il dott. Vincenzo Brusca, che ha letteralmente conquistato la sala con una dissertazione poetica di straordinaria qualità. Poeta e fine letterato, Brusca ha condotto il pubblico in un viaggio affascinante attraverso i secoli, partendo dalle pagine dell’Antico Testamento per arrivare alla figura del pater familias romano, con la precisione e la sensibilità di un critico letterario consumato. Lungo il percorso, citazioni da Kierkegaard e dai classici greci hanno punteggiato un racconto che ha toccato corde profonde, lasciando più di un silenzio carico di emozione tra i presenti.
“È stata una cosa veramente molto bella”, racconterà a margine Giancarlo Pizzutelli, presidente dell’Associazione degli ex studenti del Liceo “Norberto Turriziani”, sottolineando come Brusca abbia dimostrato di essere non solo un poeta — seppur dilettante per definizione — ma un autentico interprete della tradizione letteraria legata alla paternità.

Ha chiuso i lavori proprio il dott. Pizzutelli, con una riflessione articolata sulla figura del padre nel mondo contemporaneo: l’evoluzione del ruolo paterno negli ultimi decenni, le trasformazioni culturali e sociali che lo hanno investito, e la necessità di tornare a parlarne con serietà e profondità, senza semplificazioni.
Il vero termometro della giornata, però, lo ha fornito il pubblico. Una sala praticamente piena, con circa sessanta persone presenti, che per tutto il pomeriggio ha risposto con entusiasmo e attenzione. Applausi frequenti e calorosi hanno sancito il successo di un’iniziativa nata dalla consapevolezza che la paternità sia oggi una condizione poco raccontata, spesso ai margini del discorso pubblico, e che meriti invece uno spazio di riflessione autentica e partecipata.
Un pomeriggio che, nella sua semplicità, ha dimostrato quanto certi temi — quelli che toccano le radici dell’identità familiare e sociale — siano capaci di unire generazioni diverse attorno a una stessa domanda: cosa significa, oggi, essere padre?




