di Giorgio Stirpe
Ha mangiato tre succulenti mele dell’Alto Adige il Frosinone e si è sbarazzato di un brutto cliente come il Südtirol approfittando a pieno della giornata in cui il campionato proponeva lo scontro tra le prime due Venezia e Monza.
Il pareggio dell’U-Power Stadium rappresentava l’opportunità per guadagnare due punti su entrambe le avversarie. Con una prova di grande carattere e voglia, i canarini non hanno deluso agganciando la seconda posizione (anche se il Monza è avanti negli scontri diretti).
Alvini è tornato a schierare la difesa che, per lunghi tratti della stagione, ha rappresentato una delle grandi certezze della squadra. Recuperati Monterisi e Bracaglia, i due hanno riassaporato il gusto di giocare dal 1’. assieme ad A. Oyono e Calvani, davanti a Palmisani. Turno di riposo per Corrado e Jacopo Gelli che si sono accomodati in panchina.
Allo stesso modo, a centrocampo, il tecnico giallazzurro ha fatto sedere Cichella dando continuità a Francesco Gelli che ha affiancato Calò e Koutsoupias.
In attacco ancora panchina per Ghedjemis e ancora una gara da titolare per Fini che, con Kvernadze, si è schierato a sostegno del riferimento centrale Raimondo.
E’ stato proprio il centravanti a segnare le rete che ha sbloccato la partita dopo appena 7’, un gol da opportunista quello dell’ex Salernitana che ha punito l’incredibile leggerezza difensiva di Masiello, punendo i bolzanini che, tutto sommato, avevano iniziato con convinzione il match.
La prima frazione è scivolata via abbastanza tranquillamente per il Frosinone che è riuscito a disinnescare con una certa facilità tutti i tentativi del Südtirol di offendere. Bene i due centrali Monterisi e Calvani che hanno ringhiato sugli attaccanti molto fisici Pecorino e Merkaj, concedendo loro briciole e nulla più e bene anche il centrocampo a fare da schermo.
Cichella e Fiori in campo ad inizio ripresa per F. Gelli e Kvernadze (molto nervoso e poco incisivo), sono state le scelte di Alvini per dare ulteriore sostanza alla mediana e all’attacco.
Gli avversari hanno spinto, sin da subito, e non poteva essere altrimenti, per cercare il pareggio ma il Frosinone ha tenuto duro regalando però un penalty alla squadra di Castori per un colpo di braccio piuttosto ingenuo di Raimondo su una palla inattiva.
Rigore inevitabile che Palmisani ha respinto a Casiraghi (il terzo penalty consecutivo fermato dal numero uno della nazionale Under 21) ma sulla ribattuta il più lesto è stato l’ex Pecorino, al 60’, che ha insaccato sotto la traversa. Punita la dormita generale dei calciatori giallazzurri che sono rimasti troppo passivi sulla seconda palla.
Un pisolino che il Südtirol ha schiacciato a sua volta al 68’ bucando una punizione che Calò aveva messo in mezzo senza troppe pretese e che, invece, ha portato in dote ai canarini il nuovo, prezioso, vantaggio.
Gol di vantaggio che Palmisani ha mantenuto con uno strepitoso intervento all’83’ su Merkaj e che Ghedjemis (entrato da poco) ha cristallizzato con la rete (numero 12) realizzata con il solito contropiede innescato dall’ottimo Cichella all’85’.




