Un gesto grave, che ha scosso profondamente la comunità parrocchiale, si è consumato lo scorso 24 marzo nel cuore di Anagni, all’interno della chiesa di San Giovanni De Duce.
Secondo quanto ricostruito, una donna non ancora identificata si sarebbe introdotta nell’edificio sacro in un momento in cui non era presente nessuno. Approfittando dell’assenza di fedeli o personale, avrebbe messo in atto una vera e propria azione di vandalismo e sacrilegio, colpendo uno dei simboli più cari della devozione cristiana.

L’episodio più sconcertante riguarda la statua di San Giuseppe, che è stata distrutta. Un gesto che, oltre al danno materiale, assume un forte significato simbolico, suscitando sgomento e amarezza in coloro che credono.
Non solo. La donna avrebbe anche sottratto due tovaglie presenti nella chiesa e avrebbe tagliato i fili dei microfoni, rendendo inutilizzabile l’impianto audio. Un’azione che appare mirata a lasciare un segno tangibile del proprio passaggio, aggravando ulteriormente il bilancio dei danni.

La dinamica dell’accaduto e le motivazioni alla base del gesto restano ancora avvolte nel mistero. Non si conoscono, al momento, né l’identità della responsabile né le ragioni che possano averla spinta a compiere un simile atto.

Di fronte a quanto accaduto, la risposta della comunità non si è fatta attendere. Per riparare a questo atto sacrilego, è stato organizzato un momento di raccoglimento spirituale: lunedì 30 marzo, alle ore 17.15, proprio nella chiesa di San Giovanni De Duce, si terrà una preghiera di adorazione aperta ai fedeli.
Degno di nota, l’importante lavoro svolto in queste ore dai Carabinieri della Stazione di Anagni agli ordini del Luog.Te Massimo Crescenzi finalizzato ad individuare e ad assicurare alla Giustizia l’autrice dell’atto vandalico.




