Stefano Pizzutelli è il nuovo segretario del Circolo del Partito Democratico di Frosinone. L’assemblea congressuale, svoltasi nella mattinata di oggi, lo ha eletto per acclamazione, consegnandogli il timone di un partito che guarda già con determinazione alle elezioni amministrative della primavera 2027. Un appuntamento che, nelle parole del neo segretario, non ammette distrazioni né divisioni.
I lavori si sono aperti nel segno della memoria. Prima di ogni altro tema, l’assemblea ha voluto rendere omaggio a Benny Taormina, figura storica del Partito Democratico recentemente scomparsa, il cui ricordo ha dato un tono raccolto e solenne all’avvio del congresso. Poi la parola è passata al segretario uscente Marco Tallini, che ha aperto formalmente la fase politica della giornata.
A tracciare il quadro generale è stato il neo segretario provinciale Achille Migliorelli, che ha collocato il percorso congressuale all’interno di un contesto più ampio: il risultato del recente referendum costituzionale, in cui il fronte del No ha prevalso con nettezza. «Un risultato reso possibile soprattutto grazie al contributo dei più giovani», ha sottolineato Migliorelli, che ha richiamato anche il riavvicinamento delle nuove generazioni al partito, favorito dall’azione della segreteria nazionale guidata da Elly Schlein. Sul tavolo anche la vertenza Stellantis, definita una battaglia che investe l’intero territorio provinciale, e un appello all’unità in vista delle prossime scadenze elettorali.
L’assemblea ha accolto i saluti di numerose delegazioni politiche e associative: Aniello Prisco per il Movimento Cinque Stelle, Gianmarco Capogna per Possibile, Ahmed Mohamed Elmahdy per Alleanza Verdi e Sinistra, Anselmo Pizzutelli per il Laboratorio Scalo, Mateo Zemblaku per il PSI e Francesco Notarcola per il Comitato per il No. Presenti anche il neo segretario dei Giovani Democratici Giacomo Pironi, il capogruppo Angelo Pizzutelli e i consiglieri comunali Fabrizio Cristofari e Norberto Venturi. In platea anche il presidente del PD Lazio Francesco De Angelis e la consigliera regionale Sara Battisti.
Poi è toccato a Stefano Pizzutelli prendere la parola, e lo ha fatto senza giri di parole. Il quadro che ha tracciato della città è impietoso: al 31 dicembre 2025 i residenti di Frosinone erano 43.015, contro i 48.636 del censimento 2011, ultimo anno del centrosinistra al governo. Cinquemila seicentoventuno persone svanite nel nulla, l’11,55% della popolazione. «L’opposizione occulta dei frusinati è stata chiara: se ne sono andati via», ha detto con amarezza, descrivendo una generazione che ha risposto al degrado non con le urne, ma con i bagagli in mano.
Eppure, nonostante l’esasperazione nei bar e nelle piazze, il centrodestra continua a raccogliere un persistente 60% di consensi alle elezioni. Una contraddizione che Pizzutelli non ha eluso: «La battaglia è certamente ideologica e culturale», ha ammesso, senza però cedere alla tentazione dell’autocritica fine a se stessa, sport che — ha detto — «pratichiamo a livello agonistico da decenni. Anche basta».
La risposta politica si chiama campo largo. Al tavolo del centrosinistra, il neo segretario vuole sedere insieme al Movimento 5 Stelle, con cui condivide già la vittoria referendaria, ad Alleanza Verdi e Sinistra e al Partito Socialista Italiano, senza preclusioni né preconcetti. Ma soprattutto vuole aprire il confronto con le componenti civiche che in questi anni hanno animato le battaglie di opposizione in consiglio comunale. La scelta del candidato o della candidata sindaco, ha precisato, spetterà al direttivo e alla segreteria del Circolo di Frosinone: «Noi conosciamo la nostra città e le nostre strade».
Sul merito, la visione programmatica si articola attorno a pochi assi chiari. Ambiente e mobilità: basta con scelte calate dall’alto, serve una cultura ambientale che migliori davvero la vita quotidiana, dalla mobilità elettrica ai dispositivi anti-inquinamento, dal fiume Cosa trasformato in risorsa ai parchi di quartiere, dove — ha detto con un’immagine efficace — «prima si costruiscono le altalene e poi si costruisce il consenso». Servizi sociali: in una città sempre più povera e anziana, le risorse libere del bilancio devono andare alle persone, non a «iniziative velleitarie o trivelloni vari». Cultura attiva: il Teatro Vittoria consegnato ai ragazzi, i muri grigi della città finalmente colorati, la creatività come strumento di rigenerazione urbana.
Il tutto sintetizzato nel cosiddetto Piano V. «Ho una sola ossessione», ha detto Pizzutelli: «Vincere le elezioni comunali del 2027». E ha concluso con un’immagine quasi poetica: «Non l’inverno prossimo venturo, ma una primavera in ogni strada, anche quelle più nere, in ogni casa, anche quelle più fredde».
Dal canto suo, Francesco De Angelis, presidente del PD Lazio, ha espresso pieno sostegno al nuovo gruppo dirigente, avanzando anche una proposta concreta: separare fisicamente la federazione dal circolo, per rendere più efficace e riconoscibile il lavoro politico sul territorio. De Angelis ha condiviso la preoccupazione per il declino di Frosinone — «Latina è cresciuta molto più di noi, mentre venticinque anni fa avevamo numeri simili» — e ha lanciato un messaggio di apertura ai socialisti: «Non ci sono pregiudiziali. Ragioniamo, discutiamo e decidiamo insieme».
Gli organismi dirigenti eletti dall’assemblea vedono Stefania Martini alla presidenza del circolo, Elsa De Angelis e Marco Antonio Gallon come vicesegretari, Monica Cianfrocca al ruolo di tesoriere e Luigi Sacchetti alla guida della commissione di garanzia, affiancato da Francesca Regno e Giovanni Saccocci. Il direttivo, allargato ai consiglieri comunali di diritto, conta trenta componenti.




