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    Home » Appalto rifiuti ad Anagni, è scontro aperto: il sindaco Natalia risponde alle opposizioni, ma il centrosinistra rilancia
    Anagni

    Appalto rifiuti ad Anagni, è scontro aperto: il sindaco Natalia risponde alle opposizioni, ma il centrosinistra rilancia

    il primo cittadino difende la legittimità della gara da 20 milioni e accusa il centrosinistra di diffondere fake news. PD, M5S, Sinistra Italiana e Possibile non ci stanno: «i cittadini non sono tranquilli per niente»
    2 Aprile 20264 Mins Read
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    È uno scontro a tutto campo, quello che si è acceso ad Anagni nelle ultime ore attorno all’appalto per l’igiene urbana, un contratto da oltre 20 milioni di euro che sta agitando il dibattito politico cittadino ben oltre i confini del Consiglio comunale. Da un lato il sindaco Daniele Natalia, che ha scelto di rompere il silenzio con una nota lunga e articolata pubblicata sui social in risposta all’articolo pubblicato ieri l’altro dal nostro giornale. Dall’altro le forze di opposizione — PD Anagni, Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana e Possibile — che non hanno perso tempo a replicare, punto per punto.

    Natalia: «Rispondo alle fake news»

    «Mi sono chiesto a lungo se fosse opportuno rispondere a chi diffonde fake news travestendole da false verità», esordisce il sindaco Natalia, lasciando capire che questa volta ha deciso di cambiare approccio. «D’ora in poi risponderò, perché non è giusto che gli Anagnini ascoltino una sola campana, per giunta stonata», scrive il primo cittadino, con un tono che mescola la fermezza istituzionale a una punta di ironia.

    Nel merito, Natalia smonta — a suo avviso — uno per uno i rilievi mossi dalle forze progressiste. Sul fronte della trasparenza e della presunta mancanza di partecipazione pubblica nella procedura di affidamento, il sindaco è netto: la legge affida la gestione degli atti tecnici ai dirigenti competenti, non a consultazioni aperte. E ricorda, non senza una certa soddisfazione, che esattamente lo stesso schema fu seguito otto o nove anni fa, quando fu proprio l’amministrazione di centrosinistra ad affidare l’appalto all’attuale operatore, nelle medesime forme oggi contestate.

    Analogo ragionamento sul ricorso a una struttura esterna per la gestione della gara. Il Comune di Anagni, non essendo una stazione appaltante certificata, è obbligato per legge ad avvalersi di una Stazione Unica Appaltante: una scelta obbligata, non discrezionale, imposta dal Nuovo Codice dei Contratti Pubblici. Tra le strutture convenzionate, l’amministrazione ha selezionato quella ritenuta più idonea per una gara di livello europeo.

    Natalia chiude con un affondo politico che non lascia spazio a interpretazioni: «Viene spontaneo chiedersi come si possa aspirare a governare una città senza conoscere le basi dell’azione amministrativa». E rivolge un invito — «con affetto», chiosa — ai firmatari della nota: portare il confronto nelle sedi istituzionali, non attraverso «slogan sconclusionati». Altrimenti, avverte, si rischiano solo «magre figure».

    L’opposizione replica: «La domanda senza risposta»

    La controreplica del centrosinistra arriva puntuale e non è meno pungente. PD, M5S, Sinistra Italiana e Possibile ringraziano il sindaco per essersi «degnato» di rispondere — le virgolette sono loro — ricordandogli però che replicare all’opposizione «è un dovere di chi amministra, non una gentile concessione».

    Apprezzata, si fa per dire, anche la «lezione di diritto amministrativo». Ma il punto che le opposizioni considerano irrisolto rimane lì, in piedi: perché l’appalto per i rifiuti di Anagni è stato affidato a una struttura appaltante con sede a Valmontone, quando esistono strutture analoghe anche in provincia di Frosinone? Una domanda che, secondo i firmatari, il sindaco avrebbe sistematicamente eluso.

    Ma è sul terreno della TARI e della raccolta differenziata che l’opposizione affonda il colpo più politico. I cittadini di Anagni pagano una tassa sui rifiuti «salatissima», scrivono, e si aspettano che i proventi della differenziata tornino in qualche modo nelle loro tasche, sotto forma di un servizio migliore o di una riduzione dei costi. Su questo punto, accusano, Natalia avrebbe «glissato», offrendo risposte «vaghe e confuse».

    Il centrosinistra allarga poi il quadro, citando altri dossier rimasti irrisolti: i cantieri e i sensi unici improvvisi, i parcheggi al posto della riqualificazione della via degli Orti, i PACO invece dei Pronto Soccorso promessi. Una serie di capitoli aperti che, nell’ottica dell’opposizione, raccontano di un’amministrazione «sempre più sganciata dalla città».

    Una polemica che non si chiude con la Pasqua

    Lo scontro, insomma, è tutt’altro che risolto. Le opposizioni chiudono la loro nota con gli auguri di Buona Pasqua e con la certezza — o almeno la speranza — che «un altro passo avanti sia stato fatto» nel riportare il centrosinistra in Consiglio comunale. Una prospettiva che il sindaco Natalia considera, al momento, assai remota.

    Quel che è certo è che il tema dei rifiuti — un classico della politica locale, capace di scaldare gli animi quanto poche altre questioni — continuerà ad animare il dibattito anagnino nelle prossime settimane. Con i cittadini nel mezzo, a fare i conti con la TARI e ad aspettare risposte concrete.

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