Il caro-vita morde e la corsa al risparmio, a volte, può trasformarsi in un incubo per gli automobilisti. Lo sanno bene i cittadini della provincia di Frosinone, dove nelle ultime ore la Guardia di Finanza ha sferrato un colpo durissimo alle irregolarità nel settore dei carburanti. Tra i listini prezzi non esposti e le colonnine che segnano il falso, è emerso un caso limite che ha messo a rischio i motori di centinaia di veicoli: gasolio “allungato” con l’acqua in un impianto proprio nel cuore del capoluogo ciociaro.
L’attività, coordinata dal Comando Provinciale di Frosinone sulla base delle direttive del Comando Generale del Corpo e del Comando Regionale Lazio, non è stata un’operazione isolata ma il frutto di un monitoraggio serrato sulla trasparenza dei prezzi. I militari del Gruppo di Frosinone hanno passato al setaccio la rete di distribuzione dell’intera provincia, riscontrando ben 27 irregolarità amministrative in una sola settimana. Un numero che impressiona, specialmente se sommato alle 18 violazioni già rilevate nella seconda metà di marzo, confermando un trend di scarsa trasparenza che danneggia direttamente le tasche dei consumatori.
L’episodio più grave è però emerso grazie alla voce degli utenti. Diverse segnalazioni, giunte sia tramite il numero di pubblica utilità 117 sia attraverso denunce formali presentate ai reparti territoriali, parlavano di auto in panne subito dopo il rifornimento. Motori che singhiozzano, fumo sospetto e costose visite dal meccanico hanno spinto le Fiamme Gialle a vederci chiaro presso un distributore specifico del capoluogo. Il sospetto dei finanzieri si è rivelato fondato non appena sono stati prelevati i campioni dal serbatoio interrato della stazione di servizio.
Le analisi tecniche effettuate dal laboratorio chimico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno certificato il disastro: il gasolio era fortemente contaminato da una concentrazione di acqua tale da renderlo totalmente inidoneo alla commercializzazione. Per i gestori dell’impianto è scattata immediatamente la denuncia a piede libero per l’ipotesi di reato di frode in commercio. Contestualmente, i militari hanno posto sotto sequestro la cisterna e gli oltre undicimila litri di prodotto contaminato che erano pronti a essere immessi nei serbatoi di ignari cittadini.
Questa operazione della Guardia di Finanza non mira solo a punire i singoli episodi di frode, ma a garantire che la libera concorrenza non venga alterata da pratiche scorrette. In un momento storico in cui il prezzo della benzina e del diesel incide pesantemente sul bilancio delle famiglie, la sorveglianza delle istituzioni diventa l’unico argine contro chi tenta di lucrare sulla pelle di chi viaggia ogni giorno per lavoro o necessità. Il monitoraggio su tutta la Ciociaria resterà alto anche nelle prossime settimane, per assicurare che quello che esce dalla pompa sia esattamente ciò che il cliente sta pagando.




