Un colpo rapido, quasi chirurgico, nella quiete estiva di Fiuggi: la vetrina di un negozio di ottica infranta con un ariete, l’irruzione all’interno, la razzia di un elevato numero di occhiali dal valore complessivo di circa 60mila euro, e poi la fuga nel nulla. Era il luglio del 2025. Ma la notte, si sa, ha sempre meno segreti di quanto i malviventi credano — e le telecamere non dimenticano.
Lo scorso 27 marzo, la Squadra Mobile della Questura di Frosinone e il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Fiuggi hanno dato esecuzione a cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Frosinone su richiesta della Procura della Repubblica. I destinatari del provvedimento sono cinque cittadini rumeni, tutti senza fissa dimora. Due di loro sono ancora ricercati.
A rendere possibile l’operazione è stata una complessa attività investigativa condotta dal Commissariato di Fiuggi nell’arco di sei mesi, costruita pazientemente attraverso l’incrocio delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e l’analisi degli spostamenti dei sospettati, integrate con gli esiti delle attività tecniche disposte dagli inquirenti. Un lavoro certosino che ha permesso di ricostruire l’intera dinamica del furto e di identificare uno per uno i presunti autori.
La tecnica utilizzata nel colpo non lasciava spazio a interpretazioni: i cinque avevano agito con metodo e determinazione, usando un ariete per sfondare la vetrina del negozio, introducendosi poi all’interno e portando via un ingente quantitativo di occhiali. Un bottino da professionisti del crimine, non un gesto d’impulso.
E non si sarebbe trattato di un episodio isolato. Gli investigatori ritengono che gli stessi soggetti siano responsabili di analoghi furti di ingente valore ai danni di altri negozi di ottica dislocati in diverse località del territorio nazionale, configurando quello che appare a tutti gli effetti un modus operandi seriale, replicato con la stessa tecnica in più contesti geografici.
Tre dei cinque indagati sono ora in carcere. Per gli altri due, nei cui confronti i provvedimenti non hanno ancora trovato esecuzione, le ricerche sono in corso. La Polizia di Stato di Frosinone continua a lavorare per chiudere definitivamente il cerchio su un’operazione che, dopo mesi di paziente lavoro investigativo, ha già consegnato alla giustizia gran parte dei presunti responsabili.




