Nelle ultime ore la provincia di Frosinone è stata teatro di una serie di interventi delle forze dell’ordine che hanno portato alla denuncia di sei persone in tre diverse città della Ciociaria. Polizia di Stato e Carabinieri hanno operato su fronti distinti — furti nei negozi, violazione di misure restrittive, detenzione di droga e armi — restituendo un quadro di controllo del territorio capillare e costante.
A Sora, i guai sono partiti da un sistema di antitaccheggio fuori uso. Gli agenti del Commissariato di Sora hanno denunciato per furto aggravato in concorso un uomo e una donna di nazionalità romena, ritenuti responsabili di aver sottratto capi di abbigliamento da un esercizio commerciale della città volsca, approfittando del mancato funzionamento dell’impianto di sicurezza del negozio. A rendere la posizione della donna ancora più delicata, la scoperta che la stessa era già destinataria di un obbligo di dimora in un comune della provincia di Roma per un reato della medesima natura: un precedente che aggrava sensibilmente il suo profilo giudiziario.
Spostandosi verso il capoluogo, a Frosinone è scattata una denuncia per tutt’altro motivo. Nel primo pomeriggio di ieri, la Squadra Volanti della Questura è intervenuta presso una struttura alberghiera del centro dopo la segnalazione della presenza di un soggetto sottoposto a foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel comune. Gli agenti hanno identificato l’uomo: un cittadino albanese di 25 anni, residente in provincia di Pesaro Urbino, che non avrebbe dovuto trovarsi in città. Per lui è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria per inottemperanza al provvedimento.
Il caso più articolato, però, si è verificato ad Alatri. Tre giovani residenti a Isola del Liri si aggiravano in auto nella periferia della città quando, alla vista di una pattuglia dei Carabinieri della Compagnia di Alatri, hanno tentato di cambiare direzione — una mossa che non è passata inosservata ai militari. Fermati per un controllo di routine, i tre hanno mostrato fin da subito un atteggiamento sospetto, cercando persino di giustificarsi con un fantomatico appuntamento in ritardo. I Carabinieri non si sono fermati alle apparenze e hanno disposto una perquisizione personale e veicolare.
L’esito ha dato loro ragione: i tre erano in possesso di una pistola a salve priva del tappo rosso — elemento che la rende di fatto non immediatamente distinguibile da un’arma vera — di due coltelli rispettivamente di 31 e 16 centimetri, e di modiche quantità di crack e hashish. Per tutti e tre è scattato il deferimento in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone per porto ingiustificato di armi e oggetti atti ad offendere, oltre alla segnalazione alla Prefettura di Frosinone per detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale. Stupefacenti e armi bianche sono stati posti sotto sequestro. I Carabinieri hanno inoltre avanzato al Questore di Frosinone la proposta di applicazione della misura di prevenzione del divieto di ritorno ad Alatri per tre anni a carico dei tre giovani.
Una giornata intensa per le forze dell’ordine ciociare, che conferma come il presidio del territorio resti una priorità costante, dalle strade del capoluogo alle periferie dei comuni della provincia.




