C’è un filo rosso – del colore, non a caso, del Cesanese – che unisce le colline di Piglio alle istituzioni europee. Un legame fatto di storia, di fatica nei vigneti e di prospettive che si aprono, se si è capaci di coglierle. Sarà proprio questo il cuore dell’incontro pubblico “Il vino nel Lazio: una risorsa”, in programma venerdì 10 aprile alle ore 18:30 presso la Sala Eureka di Piazza Roma a Piglio.

L’appuntamento, organizzato dal Partito Democratico, nasce come momento di dialogo concreto tra il mondo istituzionale e i protagonisti della filiera vitivinicola locale. Un confronto che parte dall’Europa per arrivare fino alle cantine di questo angolo di Ciociaria, dove il vino non è solo un prodotto, ma un’identità.
Ad aprire i lavori sarà Achille Migliorelli, segretario federale del Partito Democratico di Frosinone. Seguiranno gli interventi del sindaco di Piglio Mario Felli, della presidente del Consorzio di Tutela Cesanese del Piglio Pina Terenzi, dell’europarlamentare Nicola Zingaretti e del segretario regionale del PD Lazio Daniele Leodori. Un tavolo che mette insieme diverse scale del potere politico, accomunate da un obiettivo: ragionare sul futuro di una delle eccellenze enologiche del Lazio.
Il settore tra difficoltà e potenziale inespresso
Il comparto vitivinicolo, nonostante il suo valore simbolico ed economico, sta attraversando una fase tutt’altro che semplice. L’aumento dei costi di produzione – dall’energia alle materie prime, fino alla logistica – pesa in modo particolare sulle aziende di piccole e medie dimensioni, quelle che costituiscono la spina dorsale della produzione locale. A complicare ulteriormente il quadro ci pensano gli effetti del cambiamento climatico, con stagioni sempre più imprevedibili che mettono a rischio tanto la qualità quanto la quantità del raccolto.
Sul piano dei mercati, la competitività internazionale impone investimenti in innovazione – tecnologica e di marketing – che molte realtà locali faticano a sostenere da sole. E poi c’è la questione generazionale: nei territori come Piglio si avverte con urgenza la necessità di attrarre giovani imprenditori agricoli, capaci di portare nuova linfa a una tradizione secolare.
Dall’Europa risorse concrete per il territorio
In questo contesto, l’Unione Europea può fare la differenza. I fondi comunitari – a partire dalla Politica Agricola Comune (PAC) – rappresentano strumenti preziosi per finanziare la transizione verso modelli produttivi più sostenibili, la digitalizzazione delle aziende e la modernizzazione degli impianti. Le politiche europee offrono inoltre opportunità concrete per promuovere i prodotti a denominazione di origine, rafforzando la presenza del Cesanese del Piglio DOCG sui mercati esteri e consolidando il riconoscimento delle identità territoriali. La sfida, però, è quella di tradurre queste risorse in opportunità reali per i produttori locali: un passaggio che richiede un raccordo efficace tra Bruxelles e le realtà di prossimità.
L’enoturismo come motore di sviluppo
Tra i temi destinati ad animare maggiormente il dibattito c’è l’enoturismo, settore in forte espansione e tra le prospettive più promettenti per il rilancio delle aree rurali interne. Piglio, con i suoi vigneti che digradano sulle pendici dei colli e il suo paesaggio ancora integro, possiede le caratteristiche giuste per attrarre un turismo consapevole, capace di apprezzare autenticità e qualità.

La visione non si ferma all’aumento dei flussi turistici. L’obiettivo è costruire esperienze profonde e memorabili: visite in cantina, passeggiate tra i filari, degustazioni guidate, incontri diretti con i produttori. Esperienze capaci di creare un legame emotivo tra il visitatore e il territorio, trasformando chi arriva una volta a Piglio in un ambasciatore del Cesanese nel mondo.
Il sindaco Mario Felli ha espresso soddisfazione per l’iniziativa: «Siamo orgogliosi di ospitare un momento di confronto così importante per il nostro territorio. Il vino rappresenta non solo una tradizione, ma una concreta opportunità di crescita economica e promozione del nostro paese. Dobbiamo affrontare con determinazione le difficoltà del settore, ma allo stesso tempo cogliere le opportunità offerte dall’Europa e dall’enoturismo».
Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere con delega all’Agricoltura Marco Mazzucchi: «Il nostro obiettivo è accogliere visitatori che possano vivere esperienze autentiche e costruire un legame profondo con il nostro paesaggio, affinché possano ritornare spesso a Piglio e contribuire alla sua valorizzazione»
L’incontro del 10 aprile si inserisce in un percorso più ampio di attenzione verso il mondo agricolo e verso il rilancio delle aree interne del Lazio. Piglio, cuore pulsante della produzione del Cesanese, si conferma ancora una volta come punto di riferimento nel dibattito sul futuro del vino laziale: tra tradizione da preservare, innovazione da abbracciare e nuove strade da costruire, calice dopo calice.




