C’è un angolo di Roma in cui la storia e la natura si intrecciano in modo quasi magico, sospeso tra le pendici dell’Aventino e la vastità silenziosa del Circo Massimo. Sabato 11 aprile riapre ai visitatori il Roseto Comunale di Roma, il giardino di via di Valle Murcia che ogni primavera si trasforma in uno degli spettacoli più ammirati della città, con oltre 1.100 varietà di rose botaniche, antiche e moderne, provenienti da ogni parte del mondo.
L’apertura non sarà solo una questione di profumi e colori. In occasione del primo giorno di accesso al pubblico, è in programma un evento dedicato alla biodiversità urbana e alla lotta biologica ai parassiti delle piante: protagoniste assolute saranno le coccinelle, insetti predatori naturali tra i più efficaci contro i parassiti che minacciano le rose. La loro liberazione simbolica nel roseto ha un preciso valore comunicativo, oltre che ambientale.
A fare gli onori di casa sarà Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti del Comune di Roma, che parteciperà all’iniziativa con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini e visitatori su come sia possibile contrastare le infestazioni vegetali senza ricorrere a prodotti chimici. «Il prossimo sabato sarà una giornata di festa per l’apertura del Roseto», ha dichiarato l’assessora, «ma anche un momento di importante contributo alla biodiversità. Con questo evento continua il progetto di comunicazione per spiegare come si possano combattere i parassiti delle piante utilizzando gli insetti loro predatori, che sono in grado di svolgere un grande lavoro evitando i prodotti chimici».
L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia portata avanti dal Dipartimento Tutela Ambientale: questa primavera sono già partiti i trattamenti biologici sulle palme di Piazza Vittorio e Piazza di Spagna, con interventi analoghi in arrivo anche per quelle di Villa Aldobrandini e Villa Torlonia, tutte minacciate dal temuto punteruolo rosso. Un piano che guarda alla città come a un ecosistema vivo, in cui la natura stessa può essere alleata della sua conservazione. Come ha sottolineato la stessa Alfonsi, «la diffusione di questi insetti permette anche la tutela e la valorizzazione della biodiversità, facendola entrare in sinergia con l’ambiente circostante e mettendo a sistema i servizi ecosistemici che fornisce».
Il Roseto Comunale, situato sulle pendici dell’Aventino a pochi passi dal Circo Massimo, è uno dei giardini urbani più straordinari d’Europa. Il suo fascino è legato al susseguirsi delle stagioni: le aperture seguono la fioritura delle piante, con la stagione primaverile che tradizionalmente rappresenta il momento di massimo splendore. Il giardino, che si estende su circa 10.000 metri quadrati, custodisce esemplari rari che in alcuni casi risalgono a decine di milioni di anni fa, disposti lungo vialetti disegnati a forma di menorah — il candelabro a sette bracci simbolo dell’ebraismo — in omaggio al cimitero della comunità ebraica che qui sorgeva fino agli anni Trenta del Novecento.
L’ingresso al Roseto è libero e gratuito, con orario continuato dalle ore 8.30 alle 19.30 tutti i giorni, domeniche e festivi compresi.




