L’arte contemporanea torna protagonista all’EUR
ROMA – Prosegue il percorso di LamArte, il progetto dedicato all’arte contemporanea ospitato dall’Hilton Rome Eur La Lama, che per il suo quarto appuntamento accoglie la nuova mostra di Maurizio Savini. L’esposizione, dal titolo “Interno Domestico”, curata da Valentina Ciarallo, sarà aperta al pubblico dal 14 aprile al 2 giugno, trasformando gli spazi dell’hotel in un articolato paesaggio visivo.

L’iniziativa conferma la vocazione della struttura romana a diventare un punto di riferimento per il dialogo tra arte e design, inserendosi nel contesto architettonico dell’EUR con una proposta culturale capace di coniugare ricerca artistica e fruizione pubblica.
Materia e memoria al centro della ricerca di Savini
Il lavoro di Maurizio Savini si distingue da anni per una riflessione profonda sulla trasformazione della materia e sul rapporto tra naturale e artificiale. Celebre per l’utilizzo del chewing gum come materiale scultoreo, l’artista sviluppa una pratica originale che diventa strumento di indagine sul consumo e sulla mutazione.
Nella serie “Interno Domestico”, le opere assumono la forma di strutture essenziali, quasi ruderi contemporanei, nati dal recupero di blocchi di cemento abbandonati. In questo processo, la materia conserva le tracce del passato ma viene al tempo stesso riscritta, dando vita a una narrazione stratificata dello spazio abitativo.
Gli ambienti evocati non sono soltanto fisici, ma diventano luoghi mentali, in cui si depositano frammenti di vissuto e memoria, suggerendo una riflessione intima sull’idea stessa di abitare.
Architetture distopiche e tensioni contemporanee
All’interno della Library prende forma “Architettura distopica”, un insieme di sculture verticali dalle tonalità rosa che richiamano skyline immaginari, sospesi tra costruzione e rovina. Queste presenze totemiche introducono una tensione tra interno ed esterno, tra rifugio e città, delineando scenari urbani possibili ma irrealizzabili.
In questo contesto si inserisce l’opera “Esodo”, che affronta il tema della migrazione forzata e dei confini. La trasformazione di un portabagagli in elemento simbolico restituisce l’immagine di un viaggio interrotto, evocando le contraddizioni di un mondo segnato da barriere e appartenenze negate.
La ricerca dell’artista si evolve anche sul piano materico, affiancando al chewing gum l’utilizzo della gomma arabica, più complessa e rigorosa, che introduce una dimensione espressiva più austera e meditata.
Disegno, tempo e fragilità condivisa
Accanto alle sculture, il ciclo “Disegni per una pandemia” propone una riflessione pittorica sul tempo recente. Le opere su carta, realizzate con tecniche raffinate, restituiscono immagini sospese, segnate da un equilibrio precario tra fragilità e resistenza.
A queste si affiancano le miniature, lavori di piccolo formato che invitano a un rapporto ravvicinato e quasi intimo con l’opera, sottolineando una dimensione raccolta e profondamente emotiva.
Il tema del tempo ritorna anche nella serie “Due ali due mani”, dove l’artista utilizza strutture alveolari naturali trasformate in superfici organiche. L’intervento basato sulla sequenza di Fibonacci introduce un dialogo tra ordine e natura, tra costruzione e costrizione.
Un percorso tra visioni e spazio
La mostra si completa con opere che spaziano tra materiali e linguaggi, includendo anche lavori tessili e sculture dalla dimensione più giocosa, come “Elefanti” e “Tartaruga”, in cui la figura animale diventa simbolo di una natura reinterpretata.
Nel complesso, “Interno Domestico” si configura come un sistema aperto, un percorso che invita lo spettatore a muoversi tra visioni, memorie e suggestioni. Il dialogo tra le opere e gli spazi dell’Hilton Rome Eur La Lama contribuisce a costruire un’esperienza immersiva, capace di stimolare interrogativi e nuove letture dello spazio contemporaneo.
Una proposta espositiva che, con discrezione ma decisione, si segnala tra gli appuntamenti culturali più interessanti della primavera romana, offrendo al pubblico un’occasione concreta per avvicinarsi a una ricerca artistica originale e profondamente attuale.




