C’è un filo sottile che collega i moti del Greenwich Village del 1969 a una sala riunioni di Frosinone, in un sabato di aprile del 2026. Quel filo si chiama Arcigay Stonewall Frosinone APS, e sabato 11 aprile ha scritto una nuova pagina della propria storia, riunendosi in congresso presso il Birracolo di Frosinone per tracciare la rotta dei prossimi anni e rinnovare le proprie cariche sociali.
Il congresso, intitolato “Da Stonewall a Frosinone: Orgoglio in Movimento”, ha rappresentato un momento costituente per l’associazione ciociara. I lavori si sono aperti con la lettura e la discussione della mozione congressuale, documento programmatico che fissa le priorità dell’associazione per il futuro prossimo. La mozione è stata approvata all’unanimità dalle socie e dai soci presenti.
Sul tavolo, una serie di impegni precisi e ambiziosi: il rafforzamento della presenza territoriale in tutta la provincia di Frosinone, con attenzione particolare alle aree di Sora e Cassino, il rilancio dello Sportello Regionale Arcobaleno, un rinnovato impegno culturale sulla memoria e la storia LGBTQIA+, il posizionamento antifascista e intersezionale, la solidarietà internazionale e l’adesione alla piattaforma “Città Arcobaleno”.
Non un semplice elenco di buone intenzioni, ma una risposta concreta a segnali preoccupanti arrivati dal territorio. Settimane fa, scritte omofobe erano comparse sui muri di un parco di Cassino: un episodio che l’associazione ha scelto di non archiviare come fatto isolato, ma di leggere come sintomo di un vuoto da colmare. La mozione è esplicita: “Il radicamento si costruisce prima dell’emergenza, non durante”. Una persona LGBTQIA+ che vive a Sora o a Cassino, si legge nel documento, non deve sentirsi più sola di chi abita nel capoluogo.
Al congresso era presente una delegazione di rilievo nazionale. Natascia Maesi, Presidente nazionale di Arcigay, e Anna Claudia Petrillo, Responsabile Territori della Segreteria nazionale, hanno portato il saluto e la vicinanza dell’organizzazione madre. Erano inoltre presenti rappresentanze dei comitati Arcigay del Lazio e del Molise, insieme a forze politiche e associative del territorio invitate a partecipare ai lavori.
Al termine del congresso sono state elette le nuove cariche sociali. Alla guida dell’associazione è stata nominata Eleonora Ferri nel ruolo di Presidente, affiancata da Gianmarco Capogna come Vicepresidente e Segretario. Il Consiglio Direttivo è composto da Matteo Odargi (Tesoriere), Mike di Ruscio, Walter dell’Ascenza, Adriana Farina, Marcello Nifosi e Chiara Carla Napoletano. Il Collegio dei Sindaci Revisori e dei Garanti è formato da Alessandra Maggiani, Chiara Biancucci, Elisa Fratangeli e Savina del Giudice (supplente). La delega al Consiglio Nazionale di Arcigay è stata affidata a Gianmarco Capogna.
Il nuovo direttivo ha scelto parole nette per descrivere la propria visione: «Siamo un’associazione piccola in una provincia grande, ma la grandezza di un’associazione non si misura sulla sua dimensione: si misura sulla sua capacità di essere necessaria». E ancora: «La nostra rivoluzione gentile si fa strada per strada, paese per paese, evento per evento». Un’immagine che restituisce bene lo spirito di chi non aspetta che i riflettori si accendano per fare il proprio lavoro, ma sceglie di esserci nei momenti ordinari, nei piccoli centri, negli spazi di socializzazione che ancora mancano.
Da Stonewall a Frosinone, appunto. La distanza geografica è enorme. Quella ideale, evidentemente, molto meno.




