Un controllo di routine, un’auto a noleggio e un uomo che aveva molto da nascondere. Quello che sembrava un ordinario servizio di pattugliamento nelle strade del centro di Roma si è trasformato in un’operazione che ha portato alla luce un’attività criminale ramificata, con diramazioni fino alla provincia di Latina.
I Carabinieri della Stazione Roma Quirinale, impegnati in un servizio di controllo del territorio, hanno fermato in piazza dei Cinquecento — il cuore pulsante dello scalo ferroviario di Roma Termini — un cittadino romeno di 32 anni a bordo di un’Audi A3 a noleggio. Una scelta, quella del veicolo in affitto, che spesso tradisce chi vuole muoversi nell’ombra senza lasciare tracce.

Il primo controllo ha già restituito un quadro inquietante. Addosso all’uomo i militari hanno trovato 19 grammi di cocaina, 6 grammi di crack e 3 grammi di hashish, accompagnati da sette carte di pagamento intestate a terze persone — quasi certamente clonate o rubate — e da 2.250 euro in contanti. Non mancavano gli strumenti del mestiere più oscuro: un coltello e un passamontagna, dettagli che fotografano una figura tutt’altro che occasionale nel panorama della criminalità urbana.
Ma è stato il passo successivo dell’indagine a rivelare la vera portata dell’attività illecita. Estendendo le verifiche al domicilio dell’uomo, situato nel comune di Aprilia, in provincia di Latina, i Carabinieri hanno eseguito una perquisizione domiciliare che ha trasformato quello che sembrava un caso di spaccio in qualcosa di molto più articolato.
Nell’abitazione, accuratamente imballata come in un magazzino di distribuzione, è stata rinvenuta una quantità considerevole di merce elettronica: 31 computer, 18 condizionatori, 15 sigarette elettroniche, numerose action cam e scope elettriche. Tutto perfettamente confezionato, tutto di provenienza più che sospetta. Insieme alla refurtiva presunta, anche altra droga: 22 grammi di cocaina e 69 grammi di hashish, oltre a materiale per il confezionamento delle dosi. E ancora: una pistola scacciacani priva del tappo rosso, quel segno distintivo che per legge deve rendere riconoscibile a colpo d’occhio un’arma non letale.

I Carabinieri della Stazione Roma Quirinale stanno ora lavorando per risalire ai legittimi proprietari di tutto il materiale informatico ed elettronico sequestrato, ritenuto quasi certamente provento di furto. Un lavoro certosino che potrebbe aprire ulteriori filoni investigativi.
L’uomo è stato condotto davanti al Tribunale di Roma, nelle aule dibattimentali di piazzale Clodio, per il rito direttissimo. Il Giudice ha convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere. Le accuse a suo carico sono pesanti: detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, porto di armi od oggetti atti ad offendere e indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento.




