Obiettivi puntati, diaframmi calibrati, luce studiata fotogramma per fotogramma. E poi, alla fine, qualcosa di più: la consapevolezza che fotografare non è soltanto premere un pulsante, ma scegliere come guardare il mondo. Si è conclusa questa mattina, sabato 6 giugno 2026, con la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione al Palazzo Bacchetti, sede della Casa della Cultura e dei Giovani di Anagni, l’esperienza formativa promossa dall’Associazione Il Sogno di Esedel con il patrocinio del Comune di Anagni: due corsi di fotografia — uno base e uno avanzato — che hanno riscosso un consenso ben al di sopra delle aspettative, per numero di iscritti e qualità del percorso.
Merito, in larga parte, della referente dell’associazione, Lara Canavese, che ha saputo guidare e sviluppare il corso di fotografia con competenza, passione e grande sensibilità didattica. Attraverso un approccio attento e inclusivo, ha accompagnato i partecipanti in un percorso di crescita non solo tecnica, ma anche espressiva, stimolando in ciascuno la capacità di osservare la realtà con uno sguardo nuovo e più consapevole.
La sua capacità di coinvolgere, motivare e valorizzare le potenzialità individuali ha rappresentato un elemento determinante per il successo dell’iniziativa, trasformando ogni lezione in un momento di confronto, sperimentazione e arricchimento condiviso. Un lavoro svolto con costanza e dedizione, che ha contribuito in modo concreto alla riuscita del corso e alla soddisfazione dei partecipanti.
L’iniziativa era partita lo scorso marzo con un doppio binario: il corso base, avviato giovedì 5 marzo, e quello avanzato, partito il giorno precedente, mercoledì 4. Dodici lezioni ciascuno, articolate tra teoria in aula e uscite fotografiche domenicali sul campo, per un totale di mesi di lavoro intenso, confronto critico, ricerca del proprio sguardo. Il cuore pulsante di entrambi i percorsi era lo stesso: non insegnare semplicemente a usare una macchina fotografica, ma formare fotografi capaci di ragionare, scegliere, decidere — in modalità manuale, con piena padronanza degli strumenti.
Il corso base aveva accompagnato i partecipanti dalle fondamenta — tempi di scatto, diaframmi, ISO, profondità di campo, composizione — fino agli effetti creativi come il panning, la zoomata e l’open flash. Il corso avanzato, rivolto a chi conosceva già i comandi manuali, aveva invece puntato sulla costruzione di un linguaggio visivo personale: reportage, ritratto ambientato, ritratto concettuale, analisi di maestri della fotografia internazionale, studio dei grandi volumi della Magnum Photos. Un percorso che, in alcuni casi, si era spinto fino alle prime tecniche di post-produzione con Photoshop.
Questa mattina, sabato 6 giugno, a Palazzo Bacchetti di piazza Massimo D’Azeglio, il momento della consegna degli attestati ha avuto il sapore di un bilancio condiviso. Tra i corsisti, l’emozione discreta di chi ha vissuto qualcosa che va oltre la tecnica: il piacere di vedere le proprie immagini crescere settimana dopo settimana, di portare uno scatto in classe e ritrovarlo trasformato dalla discussione collettiva. Presenti alla cerimonia, tra gli altri, i responsabili dell’Associazione Il Sogno di Esedel, il consigliere comunale Riccardo Natalia e il sindaco di Anagni, avv. Daniele Natalia, che ha voluto presenziare di persona per testimoniare l’attenzione dell’amministrazione comunale verso le realtà associative che operano nel campo della cultura e della formazione.
Ed è stato proprio il sindaco Natalia ad annunciare, a margine della cerimonia, quella che potrebbe diventare la naturale prosecuzione di questa avventura: l’intenzione di organizzare una mostra fotografica con gli scatti realizzati dai corsisti durante le uscite sul campo — immagini che raccontano l’Anagni nascosta, quella che sfugge agli itinerari più battuti, fatta di scorci dimenticati, angoli di pietra medievale, vicoli silenziosi e dettagli che solo uno sguardo educato sa fermare in un fotogramma. Un progetto ancora da definire nei dettagli, ma già denso di significato: la fotografia come strumento di riscoperta del territorio, e la comunità come protagonista di questa riscoperta.
L’Associazione Il Sogno di Esedel, ente del Terzo Settore attivo da anni nel comprensorio, conferma con questa esperienza il proprio ruolo di riferimento culturale e formativo. Non un’associazione che organizza eventi, ma una realtà che costruisce percorsi: capace di intercettare bisogni autentici — come quello di chi vuole imparare a fotografare davvero — e di trasformarli in occasioni di crescita collettiva. Il successo dei corsi, tanto per le adesioni quanto per la qualità dei lavori prodotti, ne è la dimostrazione più eloquente.
La mostra sull’Anagni nascosta resta, per ora, un’intenzione. Ma chi ha visto gli scatti realizzati dai corsisti lungo questi mesi sa già che il materiale non manca. E che la città, guardata attraverso un obiettivo consapevole, ha ancora molto da dire.




