Un normale servizio di pattugliamento a bordo dei treni si è trasformato in un importante colpo alla circolazione di valuta di dubbia provenienza. Gli agenti della Polizia Ferroviaria di Roma Termini hanno intercettato e fermato un uomo di nazionalità italiana, residente formalmente nella Capitale ma originario della provincia di Frosinone, trovato in possesso di una borsa letteralmente stipata di denaro contante di cui non ha saputo spiegare l’origine.
Il passeggero era salito a bordo di un treno Alta Velocità e si era accomodato al suo posto, cercando probabilmente di confondersi tra i tanti professionisti e turisti che ogni giorno affollano i convogli veloci in partenza dallo scalo romano. A tradirlo, tuttavia, è stato un mix fatale di postura e apprensione. Quando la pattuglia della Polfer è transitata lungo il corridoio della carrozza per i controlli di routine, l’attenzione dei poliziotti è stata attirata da uno zaino insolitamente voluminoso e pesante, custodito dall’uomo con una gelosia che ha subito destato più di un sospetto.
Alla richiesta di esibire i documenti di identità, il viaggiatore ciociaro ha mostrato evidenti segni di nervosismo. Il tremolio delle mani e le risposte evasive hanno convinto gli operatori ad approfondire l’accertamento, interrompendo il viaggio dell’uomo prima che il treno potesse lasciare la banchina. Il passeggero è stato quindi invitato a scendere e ad accompagnare gli agenti presso gli uffici della Squadra di PG del Compartimento Polfer Lazio, situati all’interno della stessa stazione ferroviaria.
Una volta aperto il bagaglio negli uffici di polizia, gli investigatori si sono trovati di fronte a uno spettacolo sorprendente. Lo zaino non conteneva indumenti o effetti personali per il viaggio, ma una imponente serie di mazzette di banconote di vario taglio, accuratamente sigillate all’interno di diverse buste di plastica trasparenti per ridurne il volume e proteggerle. I poliziotti hanno proceduto al conteggio minuzioso del denaro, quantificando la somma totale in circa 140.000 Euro.
Messo stretto dalle domande degli inquirenti, che chiedevano conto di una simile disponibilità finanziaria in contanti e delle modalità di trasporto così anomale, l’uomo non è stato in grado di fornire alcuna plausibile giustificazione. Di fronte al silenzio del passeggero e all’oggettiva assenza di elementi che potessero ricondurre quei soldi a un’attività lecita o a un prelievo bancario giustificato, la valuta è stata sottoposta a sequestro preventivo.
Per l’uomo è scattata immediatamente la denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica ai sensi dell’articolo 648 del codice penale, con l’accusa di reato di ricettazione. L’operazione di successo si inserisce nel quadro dei quotidiani e capillari servizi di vigilanza che la Polizia Ferroviaria assicura non solo all’interno delle stazioni ma anche direttamente a bordo dei convogli, una strategia fondamentale per garantire la sicurezza dei viaggiatori e contrastare i traffici illeciti che utilizzano la rete ferroviaria come via di collegamento.




