Da quasi un mese via Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ad Anagni, convive con un’immagine tanto surreale quanto fastidiosa: un rivolo d’acqua che scorre ininterrottamente lungo il manto stradale, trasformando un tratto della via in quello che i residenti, ormai con poca pazienza, chiamano “il fiumiciattolo”. Non è la prima volta che accade, e proprio questo è il punto che fa più discutere: la perdita si verifica sempre nello stesso punto, segno di una criticità strutturale che, a quanto pare, non viene mai affrontata in maniera definitiva.
Chi abita in zona racconta di interventi tampone susseguitisi nel tempo, capaci di arrestare temporaneamente il flusso ma mai di risolvere il problema alla radice. Il risultato è che, settimana dopo settimana, l’acqua torna a scorrere, l’asfalto si deteriora e si formano piccoli ristagni che, con l’arrivo delle temperature più calde, diventano un habitat ideale per le zanzare, aggravando ulteriormente la qualità della vita di chi vive e lavora lungo la strada.
L’esasperazione dei residenti è palpabile. Le proteste, finora, restano a livello informale, fatte di scambi tra vicini, segnalazioni sui social e malumori condivisi, ma la richiesta che arriva forte e chiara è una sola: che Acea Ato 5, gestore del servizio idrico per l’intero territorio, intervenga in maniera risolutiva e non più con soluzioni d’emergenza che durano poche settimane.
Il caso di via Carlo Alberto Dalla Chiesa, però, non è isolato. Anche nella zona di Borgo San Francesco si registra una situazione analoga, con un’altra importante perdita d’acqua che i cittadini attribuiscono, anche in questo caso, a una manutenzione della rete idrica ritenuta insufficiente. Due episodi che, seppur distinti, raccontano la stessa storia: quella di una rete colabrodo che richiederebbe interventi strutturali piuttosto che riparazioni d’emergenza ripetute nel tempo.
Resta da capire quali saranno i prossimi passi. Se le segnalazioni informali non dovessero portare a un cambio di passo, non è da escludere che i residenti decidano di formalizzare le proprie richieste attraverso esposti o richieste scritte indirizzate direttamente al gestore del servizio idrico e, eventualmente, all’amministrazione comunale. Nel frattempo, l’acqua continua a scorrere dove non dovrebbe, e la pazienza dei cittadini di Anagni si fa sempre più sottile.



