di Francesco Graziani, sindaco di Trevi nel Lazio
Avrei preferito completare questa prima fase di ricognizione della situazione amministrativa e finanziaria del Comune di Trevi nel Lazio prima di rilasciare qualsiasi intervista. Tuttavia, di fronte alle continue e infondate dichiarazioni della minoranza, ritengo doveroso fare alcune precisazioni, anche in vista della sempre più necessaria assemblea pubblica che intendiamo convocare per illustrare ai cittadini, carte alla mano, la reale situazione del nostro Comune.
C’è una prima considerazione che ritengo importante. Quando si avvicendano due amministrazioni, credo sia doveroso garantire un minimo di passaggio di consegne, non per cortesia personale, ma per rispetto delle istituzioni e della comunità amministrata. Nel nostro caso, invece, l’ex sindaco Grazioli è semplicemente scomparso fino alla seduta del primo Consiglio comunale. Nessun saluto, nessun augurio, nessuna disponibilità a un confronto e, soprattutto, nessun passaggio di testimone. Un comportamento che, a mio giudizio, non rende onore agli undici anni trascorsi alla guida del Comune e che rappresenta una evidente mancanza di stile istituzionale.
Durante la campagna elettorale non abbiamo promesso miracoli né fuochi d’artificio. Abbiamo promesso lavoro, serietà e trasparenza. È esattamente ciò che stiamo facendo. Trasparenza significa raccontare ai cittadini la verità, senza nascondere nulla e senza costruire narrazioni di comodo.
Accanto all’attività di verifica dei conti e degli atti amministrativi, stiamo portando avanti il lavoro quotidiano che un Comune richiede. Siamo intervenuti su un Castello lasciato per anni in condizioni di abbandono (abbiamo riallacciato i rapporti per far ripartire un percorso museale in breve tempo), sul decoro urbano, partendo dal verde pubblico praticamente inesistente, e sul cimitero comunale, che oggi appare finalmente più curato e dignitoso.
Anche nelle scuole, nonostante i tanti annunci della precedente amministrazione, abbiamo riscontrato diverse criticità e malfunzionamenti che è stato necessario affrontare immediatamente. Tutto è documentato e verificabile.
Poi ci sono i numeri.
Abbiamo trovato circa 8.000 euro di costi per lo smaltimento di erba sintetica proveniente da un altro Comune, materiale che la precedente amministrazione ha deciso di prendere in carico facendone sostenere le spese ai cittadini di Trevi nel Lazio. Una scelta che definire incomprensibile è poco.
Il Distretto Sociale ha richiesto il pagamento di circa 14.000 euro di somme dovute. A questo si aggiungono cartelle esattoriali e solleciti di pagamento per quasi 100.000 euro.
Eppure qualcuno continua a sostenere di non aver lasciato alcun debito. Viene spontaneo ricordare la celebre battuta di Totò: «Ma mi faccia il piacere».
L’ultima intervista dell’ex sindaco appare come il tentativo di recuperare credibilità presso un elettorato che per anni ha ricevuto promesse spesso rimaste tali. Ancora più grave è aver trasformato una delicata vicenda sanitaria privata in un argomento di scontro politico, una scelta che considero profondamente sbagliata. A tal riguardo, l’ex Sindaco aveva fornito come garanzie chiacchiere, non supportate da nessun atto. Ad aggravare ancora di più la situazione, il Grazioli ha rifiutato più di un confronto richiesto dal sottoscritto per fare chiarezza sulla vicenda.
Noi continueremo a fare ciò che abbiamo promesso: lavorare, verificare ogni atto e dire ai cittadini come stanno realmente le cose.

Per questo ribadiamo la volontà di convocare al più presto un’assemblea pubblica nella quale illustreremo documenti, numeri e fatti. Saranno i cittadini, nella massima trasparenza, a valutare quanto è stato fatto in passato e il lavoro che questa amministrazione sta portando avanti ogni giorno.
La trasparenza non si proclama: si pratica.




