Un furto messo a segno nel cuore della notte lungo la tratta ferroviaria dell’Alta Velocità, ma andato incontro a un epilogo quantomeno parziale grazie al tempestivo intervento dei Carabinieri. È accaduto la sera del 9 luglio, intorno alle 22:00, a Patrica, in provincia di Frosinone, dove in via Ferruccia i militari sono intervenuti dopo una segnalazione giunta al numero unico di emergenza 112 per un furto di cavi in prossimità della linea ferroviaria, al chilometro 73+400.
Sul posto, i Carabinieri hanno operato fianco a fianco con il personale tecnico delle Ferrovie dell’Alta Velocità, chiamato a effettuare i necessari accertamenti tecnici sull’infrastruttura. Le verifiche congiunte hanno permesso di ricostruire quanto accaduto: ignoti malfattori, approfittando delle ore serali e della relativa solitudine di quel tratto di binari, avevano tagliato e asportato alcune centinaia di metri di cavo elettrico in rame, un materiale prezioso sul mercato nero proprio per il suo valore economico, ma essenziale per il corretto funzionamento di un’antenna al servizio della rete ferroviaria.

Se il furto in sé rappresenta un episodio purtroppo non isolato lungo le linee ferroviarie italiane, va sottolineato come in questo caso l’intervento tempestivo dei militari abbia permesso di limitarne le conseguenze. Nel corso del sopralluogo, infatti, i Carabinieri hanno individuato il materiale sottratto poco distante dal luogo del misfatto, accatastato in un campo agricolo adiacente alla linea ferroviaria: un ritrovamento che lascia ipotizzare come i responsabili siano stati sorpresi o comunque disturbati prima di riuscire a portare a termine il trasporto del bottino, forse proprio dall’arrivo tempestivo delle pattuglie sul posto.

Una circostanza, questa, che ha scongiurato conseguenze più gravi sul piano della sicurezza e della regolarità dei collegamenti. Come confermato dai tecnici intervenuti, il traffico ferroviario non ha subito ripercussioni, un dato non scontato considerando quanto un danneggiamento di questo tipo possa incidere sul funzionamento dei sistemi di comunicazione lungo la tratta.
Le indagini, avviate immediatamente dopo il sopralluogo, sono ora affidate ai Carabinieri della Compagnia di Frosinone e della Stazione Carabinieri di Supino, impegnati a risalire all’identità dei responsabili del furto. Resta da chiarire se si sia trattato di un’azione estemporanea o se il gesto si inserisca in un più ampio giro di furti di materiale ferroso e non ferroso, un fenomeno che negli ultimi anni ha interessato più volte le infrastrutture ferroviarie del territorio nazionale, spesso nel mirino di bande specializzate nel recupero e nella successiva rivendita del rame.




