Nel territorio della Città Metropolitana di Roma prosegue senza sosta l’attività delle Forze dell’Ordine, impegnate quotidianamente in una capillare azione di contrasto alla criminalità diffusa. Dalle periferie ai quartieri più popolosi della Capitale, fino al litorale romano, le operazioni condotte negli ultimi giorni da Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Locale di Roma Capitale e Carabinieri NAS hanno portato a decine di arresti, numerose denunce, ingenti sequestri di sostanze stupefacenti e controlli che hanno interessato centinaia di persone e veicoli.
Un’attività che testimonia il costante presidio del territorio da parte delle istituzioni, con interventi mirati a reprimere fenomeni quali lo spaccio di droga, i furti, la ricettazione, il porto abusivo di armi e le violazioni amministrative, contribuendo a rafforzare la sicurezza dei cittadini.
Maxi controlli sul litorale romano: arresti, denunce e sequestri
Uno dei servizi più rilevanti è stato eseguito dai Carabinieri della Compagnia di Roma Ostia, che hanno dato vita a un’imponente operazione straordinaria di controllo del territorio lungo il litorale romano e nelle aree limitrofe, seguendo le linee strategiche indicate dal Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, nell’ambito del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Il bilancio parla di sei arresti, otto denunce, 231 persone identificate, oltre cento veicoli controllati e numerose violazioni al Codice della Strada, con sanzioni per oltre 17 mila euro.
Tra gli arrestati figurano presunti spacciatori trovati in possesso di hashish, cocaina e crack, due uomini sorpresi subito dopo aver infranto il finestrino di un’auto in sosta per rubarne il contenuto e un cittadino destinatario di un ordine di carcerazione eseguito dai militari. L’operazione ha inoltre consentito di segnalare alla Prefettura diciassette assuntori di sostanze stupefacenti e di sequestrare ulteriori quantitativi di droga.
Periferie sotto controllo: focus sulla criminalità giovanile
Analoga intensità hanno avuto i controlli svolti dai Carabinieri della Stazione Roma Cinecittà, con il supporto della Compagnia Roma Casilina e del Gruppo Forestale di Roma, nei quartieri Cinecittà e Don Bosco, dove l’attenzione è stata rivolta in particolare alla prevenzione della criminalità giovanile.
L’operazione si è conclusa con quattro arresti, otto denunce, dieci segnalazioni alla Prefettura, oltre 300 persone identificate e quasi duecento veicoli controllati.
Tra gli episodi più significativi figura l’arresto di un quindicenne trovato in possesso di hashish e cocaina, oltre a diversi interventi che hanno consentito di recuperare refurtiva, denunciare soggetti per ricettazione, spaccio, porto abusivo di coltelli e false generalità. I controlli hanno interessato anche le attività commerciali, con l’intervento del Gruppo Forestale che ha sanzionato un esercizio per la vendita di buste in plastica non conformi alla normativa.
L’inseguimento sulla Prenestina e il latitante fermato dalla Polizia Locale
Un altro intervento particolarmente delicato ha visto protagonisti gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale, impegnati in un inseguimento iniziato lungo via Prenestina e conclusosi nei pressi del parco di Tor Tre Teste.

Dopo circa tre chilometri percorsi anche contromano, il conducente di una Mercedes Classe B ha tentato di fuggire a piedi insieme agli altri occupanti del veicolo. Due persone sono state bloccate dagli agenti, mentre altri tre sono riusciti ad allontanarsi.
All’interno dell’auto sono stati sequestrati passamontagna, arnesi da scasso, guanti, torce, fascette in plastica e denaro contante. Gli accertamenti successivi hanno permesso di scoprire che il conducente, un quarantanovenne montenegrino, risultava latitante dal 2017 e doveva scontare quasi otto anni di reclusione per reati contro il patrimonio. L’arresto è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria.
La Polizia di Stato colpisce le reti dello spaccio
Parallelamente, la Polizia di Stato ha sviluppato una vasta attività investigativa che ha portato a quattordici arresti, al sequestro di oltre un chilo e mezzo di sostanze stupefacenti e alla segnalazione di tre assuntori alla Prefettura.
Le indagini hanno fatto emergere sistemi di distribuzione della droga sempre più organizzati, basati sulle consegne su ordinazione, sul cosiddetto “drug delivery”, su nascondigli ricavati nei veicoli e perfino su depositi sotterranei realizzati in aree verdi.

Le operazioni hanno interessato numerosi quartieri della Capitale, tra cui Romanina, Fiumicino, Val Melaina, Eur, Musei Vaticani, Ardeatino, Fidene e Magliana, consentendo di smantellare vere e proprie basi operative dello spaccio e di sequestrare cocaina, crack, hashish, marijuana ed eroina insieme a telefoni cellulari, denaro contante e materiale destinato al confezionamento delle dosi.
La base dello spaccio nascosta nei locali condominiali
Sempre nell’ambito dell’attività antidroga, gli agenti del VI Distretto Casilino della Polizia di Stato, con il supporto del cane antidroga Rio della Polizia Locale di Ciampino, hanno individuato una base logistica per lo spaccio all’interno dei vani tecnici di uno stabile di via dell’Archeologia, nel quartiere Tor Bella Monaca.
Due cittadini romani sono stati arrestati dopo che gli investigatori hanno scoperto un sistema di occultamento della cocaina all’interno del contatore condominiale. Complessivamente sono stati sequestrati oltre cento grammi di stupefacente già suddivisi in centinaia di dosi e denaro ritenuto provento dell’attività illecita.
Controlli anche sulla sicurezza alimentare: sospesa una macelleria
L’attività delle Forze dell’Ordine ha interessato anche il fronte della tutela della salute pubblica.
Dopo un’indagine antidroga che aveva individuato una macelleria come presunto punto logistico dell’attività di spaccio, gli agenti della Polizia di Stato, insieme ai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Roma, hanno eseguito approfonditi controlli amministrativi e igienico-sanitari.
Le verifiche hanno evidenziato irregolarità documentali e gravi carenze igieniche, tra cui attrezzature deteriorate, celle frigorifere in condizioni non conformi e prodotti privi della necessaria tracciabilità. Alla luce delle violazioni accertate è stata disposta la sospensione dell’attività commerciale, che potrà riaprire soltanto dopo il completo adeguamento alle prescrizioni impartite.




