Se n’è andato in punta di piedi, nella sua Capri, la stessa isola che gli aveva dato i natali e il nome d’arte, Peppino Di Capri, uno dei protagonisti assoluti della canzone italiana del secondo Novecento. Il grande interprete, all’anagrafe Giuseppe Faiella, si è spento nella giornata dell’11 luglio all’età di 86 anni, dopo una lunga malattia che lo affliggeva da tempo. Il destino ha voluto che la notizia della sua scomparsa coincidesse, quasi con un beffardo gioco del caso, con la messa in onda su Rai 1 delle repliche della fiction Capri, di cui lo stesso artista aveva firmato sigla e colonna sonora.
Mancavano appena sedici giorni al suo 87° compleanno, che avrebbe festeggiato il prossimo 27 luglio, data in cui nel lontano 1939 nacque a Capri in una famiglia di musicisti: il nonno suonava nella banda dell’isola, il padre gestiva un negozio di dischi e strumenti. Un destino, quello musicale, che per il piccolo Peppino si manifestò precocissimo: a soli quattro anni si esibì al pianoforte davanti alle truppe alleate di stanza sull’isola durante la guerra, mentre a sei anni iniziò lo studio rigoroso del pianoforte a Napoli sotto la guida di un’insegnante tedesca.
Fu proprio la sua passione per il nascente rock and roll d’importazione statunitense a segnare la svolta della sua vita artistica. Nel 1953 iniziò a esibirsi nei night club di Capri e Ischia insieme all’amico batterista Ettore Falconieri, con il nome “Duo Caprese”. Tre anni più tardi, nel 1956, il duo partecipò con successo alla trasmissione televisiva Primo applauso, condotta da Enzo Tortora. La consacrazione definitiva arrivò nel 1958 con la formazione del gruppo Peppino Di Capri e i suoi Rockers, il cui nome, secondo la tradizione, gli fu suggerito da un compagno di band proprio in virtù delle sue origini caprese.
Da lì in avanti una carriera lunga oltre sessant’anni, costellata di successi entrati nella memoria collettiva del Paese: “Champagne”, “Roberta”, “St. Tropez Twist”, “Let’s Twist Again”, “Nun è peccato” e l’intramontabile “Voce ‘e notte”, solo per citarne alcuni. Il 1960 fu l’anno della piena consacrazione, con l’artista onnipresente nelle classifiche di vendita e protagonista di serate leggendarie come il Ballo dei Re a Napoli. Nel corso della sua carriera calcò per innumerevoli volte il palco del Festival di Sanremo, che vinse in due occasioni, ricevendo peraltro nel 2023, dalle mani di Amadeus, il prestigioso Premio alla Carriera.
Sul piano personale, Peppino Di Capri lascia tre figli: Arrigo, detto Igor, nato dal primo matrimonio con Roberta Stoppa, e Edoardo e Dario, nati dall’unione con la seconda moglie Giuliana Gagliardi, scomparsa nel 2019. Proprio dopo quella perdita le condizioni di salute dell’artista avevano cominciato progressivamente ad aggravarsi. La sua ultima apparizione pubblica risale a circa un anno fa, quando durante una serata organizzata in suo onore chiese il microfono per intonare ancora una volta, insieme alla band capitanata dal figlio Edoardo, le note di “Champagne”.
I funerali si terranno domenica 12 luglio alle ore 17 nella chiesa di Santo Stefano, a pochi passi dalla celebre piazzetta di Capri, come comunicato dalla famiglia. Numerosi i messaggi di cordoglio giunti dal mondo delle istituzioni e dello spettacolo, tra cui quello del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, che ha ricordato il legame di amicizia che lo univa all’artista e annunciato l’intenzione di dedicargli il percorso per il riconoscimento della canzone napoletana quale patrimonio dell’umanità.
Con la scomparsa di Peppino Di Capri se ne va una delle voci più originali e longeve della musica italiana, capace di attraversare stili e generazioni rinnovando la tradizione della canzone napoletana e rendendola, come si disse allora, autenticamente “cool”.




