Un’operazione imponente, pianificata nei minimi dettagli e capace di paralizzare per un’intera giornata le attività illecite del quartiere. È quanto accaduto ieri a Roma, nel quartiere Quarticciolo, teatro di un maxi intervento dei Carabinieri della Compagnia Roma Casilina contro lo spaccio di sostanze stupefacenti, che si è chiuso con un bilancio pesante: 20 persone arrestate e altre 3 denunciate alla Procura della Repubblica.

A rendere possibile il successo dell’operazione è stato il rientro nella Capitale del personale del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”, tornato a fianco dell’Arma territoriale dopo un periodo di assenza, insieme al prezioso supporto del Nucleo Cinofili di Santa Maria di Galeria. Un dispiegamento di forze pensato per rispondere in modo strutturale a un fenomeno, quello dello spaccio, che nel quartiere romano continua a rappresentare un’emergenza quotidiana.
La strategia “a tenaglia”
Il controllo del territorio non è stato affidato al caso, ma ha seguito le direttive del Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, condivise all’interno del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. I militari hanno adottato una tecnica di chiusura “a tenaglia”, presidiando contemporaneamente i principali punti di accesso alle piazze di spaccio della zona e impedendo così qualsiasi via di fuga agli indagati durante l’intera giornata di controlli.
Una strategia che si è rivelata efficace fin da subito: sedici persone sono state sorprese in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio, con dosi di droga rinvenute non solo a seguito di perquisizioni personali, ma anche grazie a ispezioni meticolose di alcuni nascondigli particolarmente ingegnosi individuati nel quartiere, come vani contatori, buche scavate nel terreno, tombini dell’illuminazione pubblica e persino aree verdi trasformate in depositi di fortuna.
Il bottino del sequestro
I numeri restituiscono la portata dell’operazione: oltre 1.200 dosi tra cocaina e crack sono finite sotto sequestro, per un valore di mercato stimato attorno ai 28.000 euro. A questo si aggiungono 4.500 euro in contanti, ritenuti provento diretto dell’attività di spaccio, e 4 coltelli di piccola e media dimensione, verosimilmente utilizzati per il confezionamento delle dosi.

Non solo spaccio, però. Tra gli arrestati figura anche una persona colta in evasione, sorpresa fuori dalla propria abitazione mentre era sottoposta alla misura degli arresti domiciliari. Nel corso della stessa giornata, i militari hanno inoltre eseguito 3 provvedimenti restrittivi disposti dall’Autorità Giudiziaria, scaturiti dalle segnalazioni della Stazione Carabinieri di Roma Tor Tre Teste dopo le reiterate violazioni delle prescrizioni da parte degli indagati, che per loro si sono tradotte in un aggravamento della misura cautelare con il trasferimento in carcere.
Le denunce e un episodio particolare
Oltre agli arresti, i Carabinieri hanno formalizzato 3 denunce: una per detenzione ai fini di spaccio, una per evasione dagli arresti domiciliari e una che si distingue per la sua peculiarità, a carico di un 37enne italiano, ritenuto responsabile di ricettazione per essere stato trovato in possesso, senza alcuna giustificazione plausibile, di un casco appartenente a una società di noleggio.
Un’operazione destinata a ripetersi

Quella di ieri, sottolineano gli inquirenti, non è stata un’iniziativa isolata, ma la prima di una serie di interventi che interesseranno diversi quartieri della Capitale nel corso della stagione estiva, sempre con il supporto operativo dei Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”. Un segnale chiaro della volontà delle istituzioni di mantenere alta l’attenzione sul contrasto allo spaccio, in un periodo dell’anno in cui il fenomeno tende tradizionalmente a intensificarsi.




