A poche ore dalla fortissima esplosione che si è verificata oggi pomeriggio lo stabilimento KNDS Ammo Italy di Colleferro, arriva la lettura tecnica di chi il mestiere degli esplosivi lo ha vissuto in prima persona per anni. Si tratta di Marco Fraioli, ex artificiere della Scuola del Genio, che per quindici anni della sua carriera militare si è occupato quotidianamente di esplosivi e di bonifiche di ordigni bellici, e che oggi vive a poco più di un chilometro e mezzo dall’area interessata dalla deflagrazione.
Secondo l’analisi di Fraioli, oltre al fatto che non c’era nessuno nelle vicinanze, a limitare i danni sarebbe stata soprattutto la buona ingegnerizzazione dei locali coinvolti. Il deposito in cui si è sviluppata l’esplosione è infatti semi-interrato, una caratteristica costruttiva che, spiega l’esperto, non è affatto casuale. “Osservando le immagini si nota subito una tettoia leggera sopra un locale semi-interrato: una scelta progettuale pensata proprio per convogliare l’energia cinetica dell’esplosione verso l’unico vero punto di sfogo, cioè l’alto, e non lateralmente”, ha raccontato Fraioli.
Un dettaglio, questo, tutt’altro che secondario. L’onda di pressione, ricorda l’ex artificiere, tende sempre a seguire il percorso che richiede meno energia per disperdersi: se le pareti sono interrate, la via più semplice diventa quella verticale. Il tetto leggero e non ricoperto di terreno avrebbe dunque indirizzato la deflagrazione verso l’alto, evitando una propagazione orizzontale che, secondo Fraioli, sarebbe stata potenzialmente devastante, capace di coinvolgere anche i magazzini adiacenti.
È proprio questo, secondo l’esperto, il motivo per cui l’esplosione non ha avuto conseguenze catastrofiche in termini di vite umane: i depositi vicini non risultano coinvolti, e non si registrano nemmeno danni a vetri o infissi nelle strutture circostanti. Una circostanza confermata dallo stesso Fraioli anche a livello personale: nella sua abitazione, distante secondo una rilevazione con drone esattamente 1.628 metri dal sito dell’esplosione, non si sarebbero verificati danni di alcun tipo a vetri, porte o finestre.
Per l’ex artificiere, la conclusione è netta: il sito KNDS di Colleferro sarebbe strutturato “a regola d’arte”, con criteri costruttivi pensati specificamente per contenere le conseguenze di un evento come quello di oggi pomeriggio, di cui anagnia.com ha già raccontato la dinamica e l’intervento dei soccorsi.




